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Chicks on Speed

Chicks On Speed: in senso orario, Melissa Logan, Kiki Moorse e Alex Murray-Leslie. Foto di Kira Bunse


02.12.2003

Chicks on Speed: «Siamo ragazze a tutta velocità»

Cimentarsi su diversi fronti si può. Come dimostrano le scatenatissime Chicks on Speed, salite recentemente alla ribalta di Mtv con We don't play guitar. Tre giovani musiciste - art perfomer - fashion designer che vogliono tutto. Ma proprio tutto

di Francesca Anna Giorgetti

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Musica, arte e moda. Alle loro condizioni. Le Chicks on Speed, band-collettivo di ragazze di Berlino, si sono inventate un lavoro, anzi tre, basandosi su strutture casalinghe e una fitta rete di collaborazioni.
Kiki Moorse, tedesca, Melissa Logan newyorchese e Alex Murray-Leslie, australiana, fanno musica electroclash (ma il loro recente album 99 cents è "pop capitalista e cheap"), disegnano e vendono sul loro sito Chicksonspeed.com (www.chicksonspeed.com) accessori e vestiti, organizzano installazioni e art show surreali.
Come l'enorme seno disegnato all'esterno di un palazzo di Melbourne, o il concerto in un parco per il principe di Norvegia. «Crediamo in un nuovo tipo di femminismo: esci e realizza ciò che vuoi. Si tratta di libertà, e dovrebbe essere possibile per tutti», dicono.
In attesa di vederle in Italia il prossimo febbraio, in tour con il nuovo album (prodotto insieme a Christian Vogel), Glamour.com le ha incontrate. Per carpire il segreto di tanta energia.

Come sono nate le CoS?
Io (Alex) e Melissa studiavamo arte all'Accademia di Monaco, e Kiki era una fashion editor, ma non eravamo soddisfatte, così abbiamo deciso di inventarci un lavoro. All'inizio credevamo di voler essere un gruppo artistico, ma ci siamo accorte che il mondo dell'arte è molto conservatore. Così ci siamo spostate alla musica, che è poi diventata una piattaforma per realizzare le nostre idee.

Che spaziano dalla grafica, alla moda, all'arte...
Sì: abbiamo appena finito il libro Chicks on speed: its a project, sul nostro gruppo in tutti i suoi aspetti, che uscirà in gennaio. Siamo da tempo coinvolte nel graphic design: abbiamo disegnato copertine di dischi per Jim O´Rourke, FennezPita Rehberg dell'etichetta Mego di Vienna, e pagine per il magazine Sleaze Nation (UK). Disegnamo le nostre cover (abbiamo collaborato con Karl Lagerfeld per il singolo Fashion Rules), poster e siti Internet e collaboriamo con i designer Tina Frank e Walter Schoenauer. Stiamo anche pianificando degli art show: Cos Live all'Art Basel di Miami in dicembre, Cos: its a project al Künst Verein Wolfsburg, vicino a Berlin, dal 20 febbraio, More is more al Palais de Tokyo a Parigi in maggio e altro ancora.

Le vostre performance live sono quindi multidisciplinari?
Di più. Sono overdosi visive di energia e caos, come un grande incidente d'auto in scena. Vogliamo mostrare che non siamo solo una band ma che facciamo anche arte, grafica, moda. E interazione: il pubblico deve ballare, sfilare sul palco, portarci i suoi effetti personali e le sue creazioni e scambiarle con noi. E poi andare a casa con un proprio progetto da realizzare.

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