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Chicks on Speed

Tent top, con stampa Urban Camouflage. È una delle creazioni delle Chicks on Speed, fatta a mano


02.12.2003

Chicks on Speed: «Le fashion victims? Noiose»

La band racconta la propria idea di moda. E Berlino, città dove fioriscono piccole botteghe artistiche che presentano e vendono le proprie opere su Internet oltre che nei negozi

di Francesca Anna Giorgetti

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Come è nato il vostro interesse per la moda?
Avevamo bisogno di vestiti da indossare on stage, quindi abbiamo iniziato a disegnarli. Poi amiche e amici hanno iniziato a chiederceli, è nato il nostro web shop e in parallelo collaborazioni con alcuni negozi di Tokyo, Londra, New York e in Nuova Zelanda. Abbiamo creato una collezione con Jeremy Scott nel 2003 chiamata "Overalls for all!" Il prossimo fashion show è previsto alle F-industries di Rotterdam, con Jamie Lidel alla consolle.

Che tipo di abiti disegnate e da dove traete ispirazione?
L'idea ci è venuta da una canzone che abbiamo scritto, Class War, sul contrasto tra il primo e il terzo mondo, tra consumo e produzione di beni. È casual strappato e strong, influenzato anche dal decostruttivismo russo. Stiamo anche disegnando una linea di gioielleria con Lisa Walker ("la quarta chick") che verrà presentata alla fine di giugno alla Oona Galerie a Berlino.

Che atmosfera si respira adesso a Berlino?
Nell'ambiente dei creativi c'è una grande apertura, le persone non credono più che si debba fare tutto da soli, e che ogni cosa debba ruotare intorno al proprio "marchio". C'è più collaborazione e meno competizione: la commistione e l'incrocio delle influenze fa crescere la creatività.

Quali sono i vostri posti preferiti?
Il Museo Guggenheim, il club WMM, fantastico per ballare, e il White Trash. C'è un'atmosfera molto cheap, appunto "white trash" dai drink alla musica (a volte molto buona, a volte pessima), al buttafuori poco amichevole (ha preso a pugni lo staff di MTV perché stava filmando!). Per vestiti e design, sta riaprendo l'Apartment Galerie, un negozio fantastico nel Mitte.

Che tipo di stili musicali vanno di più?
A noi piace un gruppo di Montreal, Le George Leningrad, che fa molte cose diverse, artwork, musica, screen printing, ed è uno strano mix di dilettantismo, new wave, post punk.
È questo il nuovo genere, l'high tech trash. Tutti usano laptop e programmi, oppure scrivono a casa i propri programmi: è tutto molto high tech ma anche trash e privato al tempo stesso.
Fioriscono le piccole "botteghe" artistiche, dai designer agli stilisti, che presentano e vendono le proprie opere su Internet ma anche nei negozi. E i magazine più cool ne parlano. 

E nella moda e nell'arte?
Le fashion victims sono noiose. Per la gente normale, c'è il Berlin style: cappucci neri e pantaloni strappati. È uno street punk da casa occupata, un po' rétro e molto cool.
Uno degli artisti che amiamo è Jeremy Scott, passato dall'alta moda a esprimere la sua creatività in mille modi: gallerie d'arte, film e peep show.

Cosa significa per voi essere femministe?
Essere indipendenti e responsabili del proprio business, prendere il potere nelle nostre mani.
Noi abbiamo la nostra etichetta, Chicks on Speed Records e pubblichiamo artisti come Le Tigre, Angie Reed, Dat Politics, Kevin Blechdom e Silvester Boy. L'ambizione è creare un'infrastruttura a lungo termine per e con altre donne, nel campo della musica elettronica.
Ma non siamo bacchettone: usiamo il sesso nella nostra arte da protagoniste, con simboli di forza e fertilità.

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