Gianluca Grignani

12.02.2008
Gianluca Grignani:
«Paradiso e inferno
andata e ritorno»
Nel '94, a 23 anni, il debutto a Sanremo. L'anno dopo una canzone che vende milioni di copie. Sei mesi fa, la stessa canzone che dà il nome a un'indagine su un traffico di cocaina in cui si trova coinvolto. Dopo un lungo silenzio, la sua difesa (e qualche ammissione) Di Enrica Brocardo su Vanity Fair n.7/2008
«Non lo so con certezza. Di certo non mi ha fatto tanto piacere».
...Il procedimento è ancora in corso. Di che cosa la accusano?
«Il termine legale è "cessione". Dicono che, durante una festa, avrei offerto gratuitamente cocaina a una persona».
...E lo ha fatto?
«Non ricordo l'episodio specifico. Ma non escludo che sia successo. Perché è vero che ho fatto uso di cocaina. Mi sta sul cazzo dirlo, ma è così».
...Quando ha cominciato?
«Da ragazzo. Perché lo facevano gli altri, per divertimento, soprattutto per la voglia di provare. Mi è sempre piaciuto provare di tutto, e l'ho fatto. Beh, quasi tutto. E non parlo solo di droghe. Vale per il cibo: in India, ho mangiato le formiche e i grilli fritti. Mi sono fermato solo di fronte al cervello di scimmia, che mi hanno servito a tavola in Thailandia. Vale per gli sport estremi che pratico, come lo sci-alpinismo. E, mentalmente, è sempre da lì che arriva la mia voglia di andare contro, la molla che mi ha spinto a fare un secondo disco, La fabbrica di plastica, completamente diverso da Destinazione paradiso, nonostante il successo che avevo ottenuto. Il primo verso della Fabbrica di plastica dice: "Ho provato a essere come tu mi vuoi, tanto che sai in fondo cambierei, ma sono fatto troppo a modo mio, prova a esser tu quel che non sei". Più chiaro di così».
...Ha smesso?
«Dal giorno in cui sono finito sui giornali. Non vorrei doverlo dire, ma quel casino un po' mi ha fatto bene, mi ha svegliato».
...Qualcuno diceva che, se vuoi smettere, la prima cosa da fare è buttare la rubrica del telefono con i numeri dei «compagni di droga». Ha cambiato giro di amici?
«Lo ha detto Jay Kay dei Jamiroquai. Ma i miei veri amici, le persone alle quali tengo, non sono coinvolte nell'indagine. E i conoscenti sono migliaia».
...Quando ha visto gli articoli con il suo nome, come si è sentito?
«Sbattuto sui giornali, per il fatto di avere un nome conosciuto. Hanno scritto anche che mia moglie (la fotografa Francesca Dall'Olio, ndr) era indagata per traffico di droga. Mentre lei non c'entra niente. In quel periodo, stavo lavorando al nuovo album. Ho bloccato tutto. Siamo partiti con nostra figlia, abbiamo trascorso un mese in Africa, Tanzania, Kenya... Per staccare completamente».
...La cocaina aiuta a scrivere canzoni?
«No, almeno a me non è stata d'aiuto. Anzi. È vero che negli anni Settanta molti musicisti facevano uso di stupefacenti, ma erano sostanze diverse. E la sa un'altra cosa? Sono convinto che se anche John Lennon non avesse mai fumato una canna in vita sua, Imagine l'avrebbe scritta lo stesso».
Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n.7/2008
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