Piersilvio Berlusconi e Silvia Toffanin, foto Kikapress

11.03.2008
Piersilvio Berlusconi:
«Penso a una famiglia»
Anche se una figlia ce l'ha già. Lui la chiama "bimba", ma lei ha 18 anni e... gusti musicali simili a suo padre
Di Sara Faillaci su Vanity Fair n. 11/2008
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Ha voglia di parlarne?
«Ne avrei tanta, ma mi limito per non accendere l'attenzione su di lei. La mia bimba - Oddio, continuo a chiamarla così e lei si arrabbia, ha quasi 18 anni - si chiama Lucrezia. L'ho avuta da una relazione giovanile e per anni il nostro rapporto è stato complicato: io ero giovane, forse troppo, e sono stato un padre oggettivamente non molto presente. Per fortuna però sono cresciuto, e anche lei: da quando è più grande, la nostra relazione è diventata più vera e più forte. Adesso stare insieme non è un dovere ma un piacere. Parliamo molto, giriamo per negozi, ascoltiamo musica. A tutti e due piace il rock: io vado da James Blunt ai Red Hot Chili Peppers, lei dai Cure agli Stone Temple Pilots».
Qual è la sua posizione nei confronti dell'aborto?
«Dal punto di vista etico, penso sia un tema da lasciare alla sensibilità e alla coscienza individuali. Per quanto mi riguarda, sono assolutamente a favore di soluzioni che evitino gli aborti clandestini. Credo che molte battaglie dei radicali, come quelle per la tutela dei diritti della donna, ci abbiano fatto fare dei bei passi avanti. E sono contento che uno come Daniele Capezzone sia entrato nel Pdl».
Diceva che la famiglia è un obiettivo. Sta pensando ad altri figli?
«Vivo la vita giorno per giorno, ma è un desiderio che sento. Senza particolare fretta, forse perché ho già Lucrezia».
Silvia Toffanin quindi è la persona giusta?
«Parlano i fatti: stiamo insieme da sette anni. La adoro».
Anche il matrimonio è un obiettivo?
«No. Matrimonio e figli per me sono due cose separate. Non escludo di sposarmi un giorno, ma non ho una motivazione religiosa che mi spinga a farlo. Ora come ora, non ne sento la necessità. E ho la fortuna che Silvia la pensi esattamente come me».
Non convivete nemmeno, però.
«Non al cento per cento, ma passiamo insieme tutto il tempo libero. Per ora ci è andata bene così, ma a breve...».
Leggi l'intervista completa su Vanity Fair n.11/2008

















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