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George Clooney e Renée Zellweger

George Clooney e Renée Zellweger


18.03.2008

Renée e George:
«Ma non eravamo sposati?»

George Clooney e Renée Zellweger si conoscono da una vita. Si punzecchiano come vecchi amici.  Nel loro primo film insieme, si innamorano. E le prove le hanno fatte qualche anno fa
Di Kevin West  Su Vanity Fair n.12/2008

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La loro intesa, fatta di affetto dichiarato, ma anche di una dormiente chimica sessuale, è così sorprendente che subito domando da quanto tempo si conoscono. «Oh, cielo», risponde Renée, «venticinque anni, forse trenta».
«Trentacinque», la corregge George.
«Siamo sposati da ventotto», aggiunge lei.
«Ventisette», precisa lui. «Il primo anno abbiamo convissuto. Litigavamo come pazzi».
«Però vuoi mettere il risparmio sull'affitto?».
«È l'unico motivo per cui ci siamo messi insieme».
«Di' la verità che ti conveniva anche per altre ragioni», ribatte lei. «Chi dava da mangiare ai cani e al maiale? E chi passava l'aspirapolvere?».
«Vero, eri una brava donna di casa», fa lui. «Bei tempi, quelli. Io ero giovane ma già affermato, lei un'emergente».
E adesso?, chiedo.
«Lui è ancora un divo giovane e affermato», risponde lei. «E io sono quella che chiamano per fare la parte della zia».

...Benvenuti al «George and Renée Show», una delle più affiatate coppie comiche dai tempi di Stanlio e Ollio. Vecchi amici (si conoscono da una decina d'anni), sopravvissuti a una love story (nel 2001, «è stata una cosa breve», dice Clooney), per la prima volta lavorano insieme in In amore niente regole, il ritorno alla regia di George dopo la candidatura all'Oscar come regista e sceneggiatore per Good Night, And Good Luck nel 2005.

...La storia è ambientata negli anni Venti, quando il football sta uscendo dalla
dimensione rurale americana per diventare una miniera d'oro. George ha letto la sceneggiatura per la prima volta nel 1993, e allora avrebbe potuto benissimo aspirare alla parte del campione della squadra. Invece ha aggiunto molte battute autoironiche sul fatto che il suo personaggio è un atleta praticamente geriatrico. «Nascondere l'età è patetico», spiega, «meglio usarla come strumento». Renée è Lexi, una giornalista d'assalto che si finge cronista sportiva per indagare sul campione, un eroe della prima guerra mondiale, e scavare nei suoi traumi di battaglia. «È una a cui non sfugge nulla», spiega la Zellweger, «e non sopporta gli idioti».  George non si lascia sfuggire l'occasione per ripartire con lo sfottò. «Troppo spesso, nei film, è l'uomo ad avere tutte le risposte. In questa storia, l'intelligente è lei. E a guardarla, sembra intelligente davvero. Un capolavoro di recitazione». Poi spiega perché gli piace lavorare da regista con un'attrice con cui ha confidenza. «È la mia amica, se una scena fa pena glielo posso dire. Non devo inventarmi quelle stronzate tipo "Se ti metti un po' più di spalle hai il riflesso della luna sui capelli che è bellissimo"». Ma il rapporto personale, dal punto di vista di Renée, presenta anche un inconveniente: «Avevo paura di fare schifo, di rovinargli il film. Lui non si rende neppure conto di quanto è stata sempre importante, per me, la sua opinione sul mio lavoro. Non voglio deluderlo».

... È la terza volta che Clooney fa il regista, e la terza che dirige se stesso. Un'esperienza che non ha voglia di ripetere. «Fare il regista è fantastico, ma se allo stesso tempo sei anche attore, come fai a guardare la tua interpretazione». Finora, spiega, ha fatto affidamento sui collaboratori di lunga data, quelli che non si fanno problemi a dirgli: fai schifo.

Su Vanity Fair n.12/2008

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