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Demi Moore

Demi Moore


25.03.2008

Demi Moore:
«Che fiaba, la mia»

Ieri le maratone dieta-palestra, oggi «Ho imparato a volermi bene». Ieri la fuga da Hollywood, oggi un nuovo film e una campagna di bellezza. Ieri un matrimonio distrutto, oggi un marito «che mai avrei immaginato». La regina ci ha ricevuto a corte. E ci ha mostrato le ginocchia
Di Paola Jacobbi su  Vanity Fair 13/2008

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Demi Moore si alza, solleva un pochino l'abito nero e mi mostra le ginocchia. «Le pare che mi sia fatta la plastica alle ginocchia? Quando lo hanno scritto, ho pensato: ma che idea bizzarra. Perché, dovendo proprio scegliere, mi sarei rifatta qualcos'altro. Poi, però, mi sono detta: merda, c'è per caso qualcosa che non va nelle mie ginocchia?».

Anche lei è del partito «i 40 sono i nuovi 30»?
«Sono più avanti: penso che i 60 siano i nuovi 40. Si vive più a lungo, si fanno figli più tardi, ma soprattutto abbiamo imparato a prenderci cura di noi stessi. Inoltre, è proprio cambiata la percezione di sé rispetto all'età anagrafica. Mia nonna a 40 anni aveva già la stessa pettinatura e indossava lo stesso tipo di abiti con cui me la ricordo quando di anni ne aveva più di 70. Oggi abbiamo conquistato la libertà di non invecchiare, di mostrarci esteriormente con l'età che sentiamo di avere, non quella che abbiamo».

Lei e il suo ex marito Bruce Willis siete stati, ben prima di Brangelina, un esempio di coppia hollywoodiana al top. Adesso, lei e Ashton continuate a essere il doppio oggetto dell'attenzione dei media. Come la vive?

«Male, perché è sempre peggio, molto peggio rispetto a quando ero sposata con Bruce. Anche oggi, per entrare qui (siamo all'Hotel Four Seasons di Beverly Hills, ndr), sono dovuta passare dalla porta di servizio perché fuori c'erano i paparazzi di Tmz, uno dei siti Internet più aggressivi. Questa del gossip è una belva selvaggia e sanguinaria che si autoalimenta. Prenda Britney Spears: quella povera ragazza sta chiaramente male, ma potrà mai stare meglio se continua a essere braccata da venti o trenta automobili alla volta?».

A un certo punto della sua carriera, lei sparì dalla circolazione e se ne andò con le sue figlie nell'Idaho. Sfuggiva agli attacchi della stampa?
«Anche. Mi si accusava di guadagnare troppo, una vera assurdità: a un uomo non verrebbe mai rimproverato. E poi c'erano queste leggende metropolitane sul mio essere una diva capricciosa che girava con venti assistenti. Un mio film, non voglio nemmeno ricordarne il titolo (sta parlando di Passion Of Mind, ndr), fu una catastrofe. Prima ancora, Striptease e Soldato Jane erano stati ammazzati dalla critica con toni eccessivi, esagerati. Scappai spinta dal disgusto, ma anche dall'istinto di conservazione. C'è voluto tempo perché facessi pace con lo show business».

In quel periodo di transizione, ci furono il divorzio e il dolore per la morte di sua madre. Poi, la resurrezione: Demi ritorna al cinema e conosce Ashton. La sua è una favolosa fiaba.

«Molto poco convenzionale, però. Nessuna fiaba comprende un divorzio e un secondo matrimonio».

In tanta armonia faticosamente raggiunta, non sente la mancanza di un figlio da Ashton?

«Ne abbiamo parlato e ci piacerebbe molto, perché amiamo l'idea di una grande famiglia. Vedremo».

Non le fa mai effetto pensare ai 15 anni che vi separano?
«Non più. Se in passato qualcuno mi avesse detto che avrei amato e sarei stata amata così da un uomo tanto più giovane di me, non ci avrei mai creduto. Invece è successo, e funziona».

L'intervista è finita, vorrei solo farla partecipe di una mia preoccupazione. Lei è sistemata e felice, ma Bruce Willis? Passa da una ragazza all'altra: troverà mai l'amore?

«Quando sarà pronto, lo troverà anche lui: ne sono sicura».

Leggi l'intervista completa su Vanity Fair 13/2008

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