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Matthew Fox ed Evangeline Lilly: Jack e Kate di Lost. Foto Kikapress

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16.04.2008

Matthew Fox: «Lost è come
un horror...»

Matthew racconta cosa adora della serie e come per il suo film Prospettive di un delitto abbia cambiato, appunto, prospettiva

di Francesca Scorcucchi/Kikapress

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Quando non è a Berlino, o su un aereo per volare da qualche parte, Matthew Fox è alle Hawaii dove da quattro anni a questa parte ha trasferito la famiglia per le riprese di Lost,  il telefilm che lo ha reso famoso al pubblico televisivo.

«Stiamo girando la quarta stagione, in tutto saranno sei, più corte però, di sedici puntate l'una». In Lost è l'eroe, il migliore di tutti, il dottore che salva le vite di amici e nemici,  il capo che sa sempre cosa fare e come farlo. L'occasione per l'intervista però è la presentazione del film Vantage Point-Prospettive di un delitto, dove interpreta un agente della scorta del presidente che fa il doppio gioco e mostra il lato cattivo di sé. «Il fatto è che non bado mai se un ruolo è buono o cattivo, se il personaggio è difficile o lineare. Non è tanto il ruolo che mi interessa in un film, quanto l'intero progetto. Se il film mi piace e il regista mi dice di fare il cattivo,  ok, lo faccio con piacere».

Di Lost adora la suspence. «La cosa che piace del serial è che se vedi un episodio poi muori dalla voglia di vedere cosa succede dopo e non ne hai la più pallida idea. E' questo che lo distingue dagli altri telefilm, che parlano di avvocati o ospedali, eccetera. Parlano di cose che conosci e quindi, anche  quando la storia è ben fatta e il copione è ottimo, è difficile pensare che sia imprevedibile, più o meno sai, cosa accadrà.  Lost invece è come un horror: non puoi sapere cosa succede dopo. E' un aeroplano che si schianta nel sud pacifico e ogni  episodio è intrigante. Mi è capitato spesso di incontrare gente che mi dice che l'esperienza di guardare Lost va oltre il 40 minuti del telefilm».

Finito di girare Lost, fra due anni,  Matthew, la moglie italiana Margherita Ronchi e i figli Kyle e Byron di 11 e 6 anni, si sposteranno in Oregon. «Parte della mia famiglia si è trasferita lì, e voglio passare più tempo con mia madre e i miei fratelli. Entrambi hanno bambini dell'età dei miei figli e voglio che crescano tutti insieme. Ho due cugini con cui sono cresciuto in Wyoming che sono come miei fratelli. Vorrei per i miei figli un'infanzia come la mia, all'aperto,  fra i cavalli. Abbiamo un pezzo di terra, non costruiremo un ranch, solo una casa dove vivere all'aperto, e fare tanti barbecue, e magari sì, bere un po', in compagnia, e fumare una sigaretta ogni tanto. Nudo no,  nudo mi metterò solo sotto la doccia».

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