22.04.2008
I dieci atleti italiani alle Olimpiadi: «Ma che colpa abbiamo noi?»
«A me hanno insegnato che sono le guerre che si fermano quando ci sono i Giochi, non viceversa». Lo dice uno di loro, però lo pensano un po' tutti. E se a 100 giorni da Pechino ascoltate le storie dei 10 atleti in partenza per le Olimpiadi, forse capirete che cosa vogliono dire. IL VIDEO DEL BACKSTAGE
di Silvia Nucini su Vanity Fair 17/2008
Il servizio continua
TAN, L'APE OPERAIA
Tan Wenling Monfardini è la meno nota. Come il suo sport, il tennistavolo. Nata a Hunan (Cina), nel 1972, tiene la racchetta in mano da trenta... Nel 1997 riceve un invito dalla Sterilgarda, la società di tennistavolo più importante del nostro Paese... E si trasferisce a Castel Goffredo, provincia di Mantova... La prospettiva di Pechino la emoziona. «Il mio è un Paese bellissimo e, quando vedo tutti questi casini in Tv, piango... Io e Alfio, mio marito su questo discutiamo ma io, alla fine, mi chiedo e gli chiedo: "Quanti morti ha fatto l'America in Iraq?"».
E POI ALDO CALO' LA MASCHERA
«So che tanti non si aspettavano che, dopo l'oro di Atene, sarei arrivato fino a Pechino». Forse perché l'hanno vista fare i trenini in Tv. «...Io non ho mai smesso un giorno di allenarmi, neanche quando sono stato alla Fattoria...». Se Aldo Montano inizia a tirare lo deve al nonno..., che dopo le lezioni di scherma gli dà ripetizioni nel corridoio di casa... Da quegli allenamenti a oggi, c'è di mezzo una carriera che è sembrata a rischio a tutti... «Ho fatto le cazzate che fa uno di venticinque anni... Ma quando mi calo la maschera, non ce n'è più per nessuno». Antonella (Mosetti, la sua fidanzata) gli ha regalato un anellone d'argento con scritto Destroy («distruggi »)... «Ma il mio talismano sono un paio di calzini bucati»...
ROBERTO ROBOT D'ACCIAIO
«Quando hai le cose, non gli dai importanza». Roberto La Barbera, 41 anni e un argento alle Paralimpiadi di Atene per il salto in lungo... parla del suo piede, perso in un incidente in moto il primo giugno del 1985... Prima dell'incidente era un discreto atleta a livello regionale.«Dopo l'incidente pensavo fosse tutto finito...». La svolta arriva guardando la Tv: «Trasmettevano un filmato di Tony Volpentest, atleta americano nato senza piedi e senza mani che ha collezionato quattro medaglie d'oro alle Paralimpiadi. Mi sono detto: se lo fa lui, posso farlo anche io». Così inizia a prepararsi e i risultati arrivano. Quelli dei suoi sogni stanno stampati a fuoco su un anello d'oro che non toglie mai: 23, che sono i secondi che vorrebbe metterci a correre i 200 metri, 53, l'obiettivo per i 400 e, in mezzo, un 7, come i metri che vorrebbe saltare.




















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