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John Grisham. Foto Maki Galimberti

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06.05.2008

John Grisham: «Non voglio fare più soldi, ma divertirmi»

Il principe del legal thriller dice la sua su politica americana ( e non solo), il mestiere di scrittore e il successo. E sul nostro Paese, che sta cercando di conoscere in maniera diversa

di Gabriele Romagnoli su Vanity Fair 19/2008

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Gli Usa sono pronti per votare una donna presidente?
«Credo di sì».
Per votare un nero presidente?
«...No... è stato studiato scientificamente; dal 5 al 20% degli elettori di una parte tradisce se il candidato è nero».  
Molti hanno avuto lo choc da rielezione di Bush nel 2004 e se lo sono spiegati solo con il broglio. Lei, invece?
«...L'elettorato è spesso masochista. Un amico governatore democratico cercò di cambiare la bandiera confederata del Mississippi perché pensava offendesse i neri. L'hanno travolto, ... Di solito sono meno istruiti e informati, probabilmente non lo sapevano neppure».
Se dicesse questa cosa a un giornale americano la metterebbero sotto accusa per scorrettezza politica.
«Resta un fatto. Come è un fatto che l'America, e mi pare anche l'Italia, è un Paese diviso, spaccato in due. Ho molti amici repubblicani e nell'anno delle elezioni presidenziali non ci frequentiamo, è più saggio...».
 Ho la domanda da un milione di dollari...lei è al posto del suo protagonista, l'avvocato di provincia che si fa comprare dalle multinazionali ...  Le propongono lo stesso patto col diavolo, come risponde?
«...Fossero venuti con quella proposta sarei stato tentato, certo».
E dopo?
«Dopo sei prigioniero. ... sei sedotto da quella vita. Non riesci a fermarti».
Lei ci riesce?
«Credo di sì...Non faccio la gara con Stephen King e Dan Brown, non miro a fare più soldi».
A che cosa mira?
«A divertirmi. Lavoro per sei mesi sul nuovo libro e per sei mi riposo»
Si diverte ancora a scrivere?
«Sì:... Non saprei che altro fare. Forse una lunga, infinita vacanza in Italia».
Mi spiega perché riesce a dare un quadro così fosco dell'America, poi arriva in Italia e scrive libri dove sembriamo un Paese da fiaba?
«Me lo dicono in molti. Mi sto aggiornando. Vede? Sto leggendo Gomorra »


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