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Gabriella Cilmi in D&G Prefall 08 durante il suo showcase milanese (ph courtesy D&G)


10.07.2008

Gabriella Cilmi: «Jewels
are a girl's best friend»

Una nuova pop star arriva dall'Australia con un carico di radici italiane e influenze Sixties. Ma a colpire, oltre alla sua voce, è il look sexy e 'multi accessoriato'

di Francesco Piccioni

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Gabriella Cilmi ha appena 17 anni, ma quando si presenta - in jeans neri, top leopardato e una quantità imbarazzante di collane, bracciali e anelli d'argento - alla conferenza stampa organizzata per il lancio del suo album d'esordio, Lessons to Be Learned, ci troviamo di fronte sì a una teenager, ma molto più matura dell'età anagrafica. Ha un sorriso sgargiante, che le rimarrà stampato in faccia per tutta la durata dell'intervista. Traspare chiaramente che è contenta di essere in Italia, un paese a cui è molto legata: «I miei genitori sono entrambi italiani. Ho trascorso diverse estati in Calabria, tra Tropea e Gioia Tauro, il paese dove è nata mia madre».

Conosci l'italiano, lo sai parlare?
«L'ho studiato a scuola, lo capisco abbastanza ma non lo so parlare. Anzi, forse conosco più parole in dialetto calabrese che in italiano».

Come e quando hai iniziato a cantare?
«Ho iniziato a suonare con dei compagni di scuola in un garage, facevamo cover di band come Jet e Kings Of Leon. Janis Joplin era il mio idolo. Quattro anni fa ero con la mia famiglia alla Festa della Madonna (in italiano), dove andavamo tutti gli anni il 15 agosto, e lì ho cantato in pubblico Jumpin' Jack Flash dei Rolling Stones. Sono stata fortunata, perché tra la gente c'era un discografico che mi ha notata e da lì è iniziato tutto».
I tre anni successivi, Gabriella li ha trascorsi prevalentemente in Inghilterra, tra Londra e il Kent, dove ha registrato - in uno studio ricavato nella casa dove visse Alice Liddell, la bambina che ha ispirato Lewis Carroll nella stesura di Alice nel Paese delle meraviglie - l'intrigante esordio Lessons to Be Learned.

Come stai vivendo questo momento d'oro per la tua carriera?
«Benissimo. In questo periodo lavorare significa viaggiare molto, suonare dal vivo, fare tanta promozione, anche se ultimamente sto apprezzando i vantaggi di essere famosa, come l'essere vestita da griffe famose», dice sistemandosi il top D&G, «È la prima volta che mi capita una cosa del genere e sono elettrizzata».

In molti hanno rintracciato analogie tra il tuo stile e quello di Amy Winehouse o Duffy, cosa ne pensi?
«Credo che sia semplicemente un caso. Ho iniziato a registrare il disco tre anni fa e ai tempi Amy Winehouse non era ancora una star planetaria, e non era arrivata l'ondata di cantanti soul e R&B dal gusto retrò che vanno adesso. È bello essere paragonati ad artiste brave e talentuose come Amy Winehouse ma, ripeto, è solo un caso».

Quando parla gesticola molto e ciò fa sì che la sua voce venga coperta dal tintinnio della decina di bracciali che indossa, per non parlare delle lunghe collane con cui continua a giocherellare. La domanda viene quindi spontanea...

 Ti piacciono i gioielli?
«Adoro i gioielli, anzi ne sono ossessionata. Questi anelli d'argento e i bracciali li disegna una mia amica e ogni volta che torno a Melbourne vado a farmi un giro nel suo laboratorio per vedere le novità. E ogni volta compro qualcosa».

Sei fidanzata?
«No, al momento sono single», ci dice abbassando lo sguardo, lievemente imbarazzata.

Come deve essere il tuo ragazzo ideale?
«Deve essere divertente, apprezzare la musica e bravo ai fornelli, perché io non me la cavo tanto in cucina».
Ragazzi, siete avvisati!

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