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07.09.2004

Diego Luna: «Voglio vivere in Messico»

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TAGS: Messico
Come sta vivendo il suo successo? La sua famiglia, per esempio, cosa dice di quello che le sta succedendo? E suo padre? Voi due siete molto legati, lui cosa ne pensa?
«Beh, mio padre dice che... ha sbagliato mestiere! Lui si occupa di set teatrali e in quel campo la vita è più dura, soprattutto in Messico, dove non ci sono le risorse degli Stati Uniti».

Eppure Nicotina è stato girato in Messico. E lei è il protagonista, no?
«Nicotina è una commedia nera, di quelle in cui si ride per non piangere, frutto di una coproduzione messicana e argentina. È una storia che esalta i peggiori istinti umani e il regista Hugo Rodriguez è stato abile a portare a buon fine una storia in apparenza assurda. Io interpreto un introverso hacker, che ha costruito una rete cibernetica grazie alla quale può sia spiare i movimenti della sua vicina di casa Andrea (interpretata dall'attrice Marta Belaustegui, ndr.), sia di intervenire sui conti delle banche svizzere e fare affari milionari con la vendita di informazioni private. Ma qualcosa andrà storto, lasciando spazio a molta violenza. Il film è stato girato a Città del Messico, la mia città. I miei amici e la mia famiglia sono tutti lì. È una città difficile, ma se ti ci abitui tutti gli altri posti poi ti sembrano troppo ordinati, troppo puliti e in qualche modo anche noiosi».

Intende dire che anche Hollywood, la città dei sogni per antonomasia, per lei è un posto noioso?
«Annoiarsi a Hollywood? Anche volendo, credetemi, è impossibile. Bisogna solo saper scegliere fra le migliaia di spettacoli di tutti i generi che ci sono ogni sera. Per non parlare delle feste. Fin quando non la vedi con i tuoi occhi, non puoi neanche immaginare che esista una città del genere. È un cantiere aperto, pieno di talenti in ogni campo. È stimolante, soprattutto quando ti offre lavoro! E tuttavia, io non voglio vivere qui. Spero di tornare presto in Messico, magari col bagaglio pieno di esperienze e di dollari...».

Per fare un po' di "vida loca"?
«Beh, a me piace parecchio fare le ore piccole. Ma, divertimento a parte, spero anche di fare qualcosa di costruttivo per il mio Paese. Voglio tornare a recitare in spagnolo e, parlando con Gael Garcia Bernal (l'attore protagonista di I diari delle motociclette, ndr.), ci è venuto in mente di creare una compagnia teatrale messicana. Certo, ora non ne abbiamo il tempo, ma è un grande sogno che prima o poi diventerà realtà».

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