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Michelle e Barack Obama. Foto Kikapress

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06.11.2008

Michelle Obama:
«First lady? Figurarsi»

Figurarsi se lei... la tostissima Michelle LaVaughn Robinson, poteva farsi fregare da un ragazzino... Ma... quel ragazzino l'ha sposata. E ora l'ha portata alla Casa Bianca
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di Gabriele Romagnoli sullo Speciale Vanity Fair 45/2008

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«Non uscirei mai con un collega», disse.
Era l'estate del 1989 e molte cose stavano per cambiare radicalmente. Di lì a poco sarebbe venuto giù il Muro. Figurarsi se non poteva prodursi una crepa nella convinzione della giovane avvocatessa Michelle Robinson. Venticinque anni, nera, nata e cresciuta a Chicago, ma volata fuori dal ghetto: laurea a Princeton, perfezionamento in Legge a Harvard, impiego immediato nello studio Sidley Austin, a difendere gli interessi delle grandi società...

...Michelle girava per i corridoi con un vestito chiaro, senza maniche, e un filo di perle. Qualcuno, vedendola passare, commentava: «Si crede Jackie». Qualcun altro ribatteva: «Sì, te la immagini Jackie nera?». No, non se la immaginava nessuno...
Michelle non si immaginava come sarebbe stato «il ragazzino». Uno degli anziani dello studio era entrato nel suo ufficio e le aveva detto: «Abbiamo un nuovo praticante stagionale, te ne occuperai tu». ...Si voltò: «Attenta», disse. «Mi dicono che sia irresistibile». Figurarsi. Se poteva cadere il Muro. Se lei poteva farsi fregare da un ragazzino...

Si aprì la porta e il regno che non c'era entrò nella stanza.Irresistibile non sapeva; carino, di sicuro... «Andiamo a pranzo, per conoscerci meglio?», suggerì. Michelle prese la borsa.  
...Lei gli raccontò di suo padre, dei sacrifici che aveva fatto per far studiare lei e il fratello Craig... Gli disse di Princeton, di come si fosse sentita a disagio là. Prima negra, poi studentessa... «Quando finirà tutto questo?», si domandò a voce alta. «Possibile che fra due, tre generazioni, le cose cambino?». «Anche prima», disse lui. Figurarsi... Il «pasto veloce» durò tre ore.

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