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Niccolò Fabi. Courtesy Universal

Niccolò Fabi, 41 anni. È appena uscito il suo nuovo album Solo un uomo.

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Il giardiniere
Niccolò Fabi
Sereno ad Ovest
La cura del tempo
Novo mesto

23.06.2009

Niccolò Fabi:
«La mia seconda vita»

Il cantautore romano è tornato dopo tre anni di assenza con un nuovo album, Solo un uomo. E molte novità, dal punto di vista professionale e personale. Compresa una frugoletta di 9 mesi

di F.A. Giorgetti

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La seconda vita di cui canti coincide con i tuoi 40 anni?
«Gli ultimi due anni sono stati uno spartiacque. Si è concluso dopo 12 anni il mio contratto discografico: ora faccio musica per puro godimento. I miei 40 anni sono coincisi poi con la nascita di mia figlia Olivia: un cocktail di consapevolezza particolarmente potente».

Quale delle tue canzoni è nata dall'esperienza della paternità?
«In particolare Attesa Inaspettata, che racconta le conseguenze emotive immediate di questo passaggio: è come tagliare un velo, essere da un'altra parte».

In alcune intervisti esprimi un giudizio non positivo sui talent show.
«La mia amarezza è constatare che la musica non interessa  più a nessuno. Amici e X Factor esistono soprattutto perché il pubblico è stuzzicato dalla competizione tra esseri umani. Addirittura tra tipologie di esseri umani: tra chi giudica i cantanti, tra i vocal coach e i giornalisti. In pratica tutti sono protagonisti, tranne la musica».
Internet è un mezzo che può aiutare un giovane che vuole sfondare nella musica?
«Per ora non è competitivo con la comunicazione radiotelevisiva, spero lo possa diventare. Ho la sensazione che potrebbero allontanarsi sempre di più gli ambiti: da una parte quelli che fanno una scelta prettamente tv, di popolarità, e dall'altra quelli che sono sempre più concentrati su un percorso artistico e musicale».

Tu che cosa consigli a un giovane?
«Scoprire qual è la sua vera ambizione, il suo intimo talento. Non è detto che tutti vogliano diventare celeb. La musica è fatta da chi suona nei pub, da chi insegna a scuola, da chi intrattiene gli anziani nelle stazioni termali. Tutti musicisti degni e dignitosi».

Com'è il tuo consumo di Internet?
«Ho un bacino di utenti e appassionati che gestisco attraverso Myspace, Facebook e il mio sito. Non interagisco con la curiosità del social network - ho veri amici in carne e ossa - ma per dare informazioni in tempo reale sulla mia musica, i concerti, gli incontri. In questa attività di interazione mi rimangono aggrappate delle parole che sono fondamentali per me perché sono consolatorie e mi fanno capire altre cose...»

Quali sono gli artisti che segui?
«Cantautori americani fricchettoni scanzonati e malinconici come Andrew Byrd, Sufje Stevens, Ray Lamontaigne, William Fitzcumming, Devendra Banhart».

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