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Michael Jackson. Getty Images

Michael Jackson in due immagini del suo Bad tour: in alto, in Giappone, nel 1987. In basso, a Londra nel 1988. Foto Getty Images

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30.06.2009

Michael Jackson, addio al re

Michael Jackson nel ricordo di chi l'ha conosciuto: Naomi Campbell, Elton John, Bruce Weber, Nicoletta Mantovani, Rushka Bergman

Su Vanity Fair 27/09

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Elton John: «Gli album di Michael sono le pietre miliari degli anni Settanta e Ottanta. Vivranno per sempre, perché sono canzoni grandi e senza tempo... Non c'è musicista degno di questo nome ...che non l'abbia amato. Poi, purtroppo, Michael è finito vittima del suo stesso successo»

Naomi Campbell: «... Michael Jackson... Non era solo l'uomo di spettacolo più innovativo ed emozionante che il mondo abbia conosciuto, ma anche un grande amico per me. Attraverso le attività di beneficenza ha condiviso la sua fortuna con i meno fortunati, è stato un buon padre e un meraviglioso essere umano. Nessun artista è mai riuscito a stabilire con il pubblico lo stesso contatto, e nessuno mai saprà eguagliare ciò che lui ha realizzato»
Nel 1991, Naomi recitò con Michael nel video di In the Closet, dall'album Dangerous, un brano insolitamente erotico che era anche una risposta alle voci sulla sessualità di Michael...

Nicoletta Mantovani: «Dovevamo andare a casa sua, a New York.... Io sapevo di lui quello che si leggeva sui giornali: le manie, la mascherina sul viso, il terrore dei germi. Avevo detto a Luciano... che probabilmente Michael Jackson non avrebbe gradito le sue vigorose strette di mano, le pacche sulle spalle o gli abbracci che mai lesinava... "È un tipo un po' speciale", gli dissi. Michael aprì la porta in T-shirt bianca e jeans, era solo, e subito corse incontro a Luciano. Si sedette sul divano in mezzo a noi e cominciò a parlare con il candore di un bambino. Dopo pochi minuti, Luciano mi guardò da sotto gli occhiali e, in dialetto, mi disse: "Ma che storia ta mè cuntè?"»
Nel 1997, con Luciano Pavarotti, Nicoletta Mantovani invitò Michael Jackson a un concerto dei Tre Tenori a Modena  

Bruce Weber: «Stavo lavorando, una persona è entrata in studio e mi ha detto: «È morto Michael Jackson». Ho pensato: non è possibile. ...La prima volta che l'ho fotografato, aveva sedici anni....La seconda e ultima volta che l'ho fotografato, per L'Uomo Vogue, è stato nel 2007. Mi colpì il fatto che dentro fosse rimasto un bambino... con lo stesso entusiamo per le cose e la stessa innocenza ...Michael Jackson è stato un'ispirazione per tutti, non solo per i musicisti. In un certo senso ha mostrato a chiunque che si poteva «camminare sulla Luna». Non ho mai creduto alle accuse di pedofilia nei suoi confronti...Se oggi potessi dirgli un'ultima cosa, gli direi che ha più amici di quanti avesse mai sognato di avere. E se potessi dedicargli una delle sue canzoni, sceglierei Good Times. Quella che dice: «Penso ai bei momenti passati insieme».  

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