28.09.2009

Tokio Hotel:
«Ci piace cambiare»

La band-fenomeno tedesca torna con un nuovo album: look diverso, suoni diversi, sempre amatissima dalle fan   di Francesca Binfarè

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Due anni lontani da palchi e tv per lavorare al nuovo album Humanoid (in uscita il 2 ottobre) non hanno fatto diminure la popolarità dei Tokio Hotel: sono urla ultrasoniche quelle che li accolgono al fan-party milanese.
Bill e Tom Kaulitz e Gustav Schaefer sono parecchio cambiati: mostrano un look diverso perfino da quello sfoggiato nelle ultime foto del gruppo.
Il leader, Bill, esibisce una cresta punk à la Kaulitz di proporzioni immani, totalmente corvina. Anche Tom (che assomiglia sempre più a un rapper made in USA) e Gustav hanno i capelli tinti di nero.

Bill, come mai hai cambiato rapidamente look?
«Non c'è un vero motivo, se non che è una delle poche decisioni private che posso sostenere, nella mia vita!».

Tra i dettagli più seguiti, il tuo hair styling... Non hai mai avuto la tentazione di indossare una parrucca per risparmiare tempo e lacca?
«Le parrucche ci sono sempre state, ma nessuno se n'è accorto» scherza Bill. «E' vero, sarebbe più pratica ma con la mia lunga esperienza mi pettino in due minuti».

Parliamo di musica.. In questo disco proponete un sound in parte diverso da quello di Scream: cosa motiva questa scelta?
«Da un lato è stato un processo naturale, dall'altro abbiamo voluto coscientemente virare verso qualcosa di elettronico».

Siete già rientrati nel vortice della promozione: e il tempo libero?
«Purtroppo non abbiamo una vita privata». 

Deve essere difficile resistere a tanta pressione...
«Se la musica non fosse una passione, oltre che un lavoro, non potremmo reggere questi ritmi».

Alcune fan hanno prenotato una camera per stanotte: se bussassero alla vostra porta, cosa fareste?
Bill, con un sorriso: «La security lo impedirebbe».

A proposito di security, com'è il rapporto con le fan, dopo alcuni episodi di stalking?
«Ottimo, non è cambiato. Queste vicende non hanno a che fare con i fan ma con persone psicologicamente disturbate».

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