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Riccardo Scamarcio alla presentazione romana di La Prima linea


13.11.2009

Riccardo Scamarcio: «Dietro il mio sguardo cupo...»

Nel nuovo film, La Prima linea, l'attore è un terrorista e un uomo terribilmente innamorato. Inevitabile un set carico di tensione emotiva. Da stemperare. Anche in un sorriso, potendo    di M. Nasi

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Nel suo ultimo film, La Prima linea di Renato De Maria, Riccardo Scamarcio torna a vestire i panni di chi ha vissuto gli anni delle contestazioni, a pochi mesi dall'uscita de Il grande sogno di Michele Placido.
Ma se il film di Placido parlava dei movimenti studenteschi e del '68, quello di De Maria si svolge nel decennio successivo ed è un fosco ritratto della lotta armata. Scamarcio interpreta Sergio Segio, terrorista del gruppo Prima Linea, impegnato a ripercorre le tappe amare e gli errori della sua vita e a mettere in atto l'evasione della compagna di vita e di lotta Susanna Ronconi (Giovanna Mezzogiorno).
Alla presentazione del film, i pareri sugli aspetti ideologici ("revisionismo sì, revisionismo no") oppure il classico giudizio su Scamarcio "troppo bello per interpretare un terrorista" si sprecano. 
Lui intanto rivela che La prima linea, cupo e amaro, «tra tutti i film in cui ho lavorato, è quello che mi ha lasciato un maggiore segno psicologico anche quando l'ho finito. Avere dentro di sé, anche se solo nella finzione, il peso di questo personaggio uno strascico te lo lascia...».

Ma sul set cercavate di stemperare la tensione, magari esorcizzandola in qualche modo?
«Io questo cerco di farlo sempre. Quindi sì, anche in questo set c'erano molte risate. Però, certo, quando la scena lo richiedeva, occorreva ricreare quel clima cupo».

In effetti, a ripensarci, nelle scene di corteggiamento e d'amore di Prima linea, la tua aria seria si scioglie in un sorriso luminoso. Viene da pensare che nella vita tu sia un "finto tenebroso", più aperto del previsto...
«E' vero, nella vita sono uno a cui viene più naturale sorridere. Però ci sono dei momenti più seri. Sono rari, e quando arrivano sono anche più forti di quelli sul set».

E quando si tratta di scegliere i ruoli? Preferiresti forse quelli più allegri? 
«Non guardo tanto i ruoli, mi interessano i registi»

Per esempio, con chi vorresti lavorare adesso?
«Bertolucci»

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