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Qual è la tua canzone preferita nell'album cult Questo piccolo grande amore?

Con tutto l'amore che posso
Questo piccolo grande amore
Porta Portese
Quanto ti voglio
nessuna tra quelle proposte

24.11.2009

Claudio Baglioni.
La paura e la voglia

Ieri la paura di essere respinto, oggi quella di piacere "solo perché sono famoso". Ieri la voglia di trasgredire, oggi quella di "parlare ogni sera con la stessa donna". Il poeta dell'amore torna con la versione rivisitata del suo disco più rivoluzionario. E con questa confessione a sorpresa

di Sara Faillaci su Vanity Fair 48/2009

VOTA [ 12345 ] (20 voti)
Claudio Baglioni non è quello che ti aspetti. A cominciare dalla casa, che fa pensare, più che a un cantautore, a un architetto [...]. Modernissima e minimalista, ha pochi mobili nei suoi tre livelli, e sul tetto una piscina a sfioro con vista a 360 gradi su Roma [...] 
Quando ci incontriamo ha appena ultimato l'opera monumentale chiamata Q.P.G.A. Le quattro lettere stanno per Questo piccolo grande amore, l'album del 1972 che gli regalò due milioni e mezzo di copie e il successo improvviso e travolgente; il progetto, iniziato un anno fa, comprende un film, uscito a febbraio scorso, un libro autobiografico, pubblicato poco dopo, e ora un doppio cd dove ai brani originali dell'album, in parte rielaborati, sono state aggiunte 20 canzoni inedite [...]

Ad ascoltare le sue canzoni, sembrerebbe che abbia passato la vita da innamorato.
«I miei testi si concentrano di solito sull'innamoramento, quella fase esaltante che rappresenta l'inizio di una storia. Ma ho avuto solo due donne importanti nella mia vita: mia moglie (Paola Massari, sposata nel 1973 e da cui si è separato a fine anni Ottanta, ndr) e la mia attuale compagna (Rossella Barattolo, ndr), con cui sto da vent'anni».

Sta dicendo che c'è poco di autobiografico nella sua opera?
«Ciò che scrivi spesso è quello che vivi per contrasto [...]. A me è capitato di scrivere cose che non vivevo in quel momento, ma anche cose che non ho mai vissuto [...] La fantasia è inoffensiva, rimane un bel film, è la migliore amica dei timidi».

E lei è timido.
«A tal punto da pensare di non essere adatto a un mestiere come questo [...]».

Anche con le donne?
«Soprattutto con le donne. Da studente ero una frana, collezionavo un insuccesso micidiale dietro l'altro. [...]. 
 
Studiava Architettura, ma la laurea l'ha presa poi solo da adulto, nel 2004. Perché?
«[...] Ho smesso perché avevo iniziato ad aver successo con le mie canzoni».

E anche con le donne, a quel punto. Si sarà preso una rivalsa.
«Sì, ma è durata poco, perché mi sono sposato presto, a 22 anni [...]».
Sua moglie è stata molto gelosa?
«Quando stai con una persona nota, più che della persona sei geloso del tempo che dedica agli altri. Il palco dura molto di più del tempo di uno spettacolo [...]».

Però è sempre stato fedele.
«Ma sì, anche perché il personaggio noto è quello che può combinare meno di tutti: sei spiabile, ricattabile, raccontabile [...]». 

[...] A lei è capitato di rinunciare alle occasioni per questo timore?
«Sì, anche perché sono pigro e la cosa rischiava di diventare troppo difficoltosa: non ne valeva assolutamente la pena [...]».

Come reagisce davanti a una donna che si dice disposta a tutto per lei?
«[...] sentire una frase del genere da una donna senza averla corteggiata neanche 20 secondi è umiliante [...]. Mi mette a disagio l'idea che sto per ottenere qualcosa solo perché poco prima ero sul palco [...]».  

Questo piccolo grande amore racconta una storia tra ventenni vissuta nei primi anni Settanta. Era appena iniziata la rivoluzione sessuale: ha migliorato, secondo lei, i rapporti uomo-donna?
«Assolutamente no: ne siamo usciti entrambi perdenti, uomini e donne. È scomparso il mistero, e c'è una tendenza ad abolire immediatamente ogni distanza, a consumare e buttare. Gli uomini volevano tanto l'amore libero, le donne che ci stavano, ma oggi si scappa spaventati. Se mi entra una in camera, io rimango traumatizzato».

Le è mai successo?
«No, ma mi è successo di trovarmi delle ragazze dentro casa».

E che cosa ha fatto?
«Le ho accompagnate gentilmente alla stazione».
[...]

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