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03.05.2007

Più figli uguale meno lavoro

In Italia, avere un bambino comporta chiedersi se continuare a lavorare o avere cura delle responsabilità familiari

di Alice Politi

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In netta controtendenza rispetto all'Europa, avere un figlio per le donne italiane equivale a una semi-automatica rinuncia al lavoro. L'indagine Ipsos evidenzia infatti come negli altri Paesi europei sia presente la "doppia gobba occupazionale": il tasso occupazionale femminile tende cioè a crescere di nuovo dopo la nascita del primo figlio. In Italia, invece, avere un figlio significa chiedersi se continuare a lavorare o avere cura delle responsabilità  familiari. Il tasso occupazionale tende infatti a scendere nella fascia di età post prima gravidanza e il 51 per cento delle donne con due figli è casalinga.

Tra le cause principali di questo diverso trend c'è lo scarso supporto alle donne italiane da parte del welfare. 7 donne lavoratrici su 10 hanno almeno una persona da accudire (44 per cento figli, 16 per cento figli e altri familiari, 11 per cento solo altri familiari). Basti pensare che in Italia, per esempio, la copertura degli asili per bambini nella fascia di età da 0 a 3 anni è solo del 6 per cento. In Gran Bretagna è del 63 per cento, in Francia del 29 per cento, in Germania del 13 per cento.

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