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05.06.2007

Psiche: quando la paranoia diventa patologica?

Alcuni psicologi dell'Università di Manchester hanno messo a confronto le "paranoie" di individui comuni con quelle di alcuni pazienti psicotici. Per scoprire che...

di Alice Politi

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Sentirsi seguiti quando si è soli per strada. Immaginare di essere spiati nelle email o nelle telefonate. Convincersi che lui o lei ci stia ripetutamente tradendo... A ragion veduta o meno, si è tutti in qualche modo soggetti a piccole grandi paranoie.
Gli stessi psicologi riconoscono che molti dei pensieri cosiddetti "paranoici", e comunemente associati alla schizofrenia, sono ampiamente diffusi tra la gente comune.

Qual è allora la soglia oltre la quale un pensiero può essere definito "paranoico" in senso patologico? Nel tentativo di dare una risposta, due studiosi inglesi Michelle Campbell e Anthony Morrison hanno utilizzato alcune interviste per confrontare i pensieri paranoici di un gruppo di studenti e dipendenti dell'Università di Manchester, con quelle di altrettanti pazienti affetti da psicosi.
Molti aspetti della paranoia sono risultati simili in entrambi i gruppi. Per esempio, tutti i partecipanti hanno riconosciuto il fatto che i loro pensieri paranoici generavano ansia e tutti hanno collegato la loro paranoia a esperienze negative pregresse.

Ma c'erano anche delle differenze sostanziali. Gli studenti e i dipendenti avevano comunque il controllo della situazione, nel senso che nonostante tutto si rendevano conto che il loro comportamento poteva apparire bizzarro, mentre ciò non accadeva nei pazienti psicotici (la loro sensazione è infatti di non avere il controllo della propria vita, per esempio quando pensano che qualcuno stia complottando alle loro spalle).
Inoltre, le credenze paranoiche del primo gruppo tendevano a essere più terrene, mentre quelle dei pazienti più bizzarre: si erano convinti, per esempio, che le risposte al questionario sarebbero state sottoposte anche a un controllo dei servizi segreti.

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