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08.06.2007

Arriva la pillola per dire addio al ciclo. Ma...

E' in vendita negli Usa e promette di bloccare del tutto le mestruazioni. Un'esperta spiega pro e contro. 
E perché in Italia potrebbe essere un flop...

di Alice Politi

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Si chiama Lybrel la nuova pillola anticoncezionale a basso dosaggio ormonale che, se assunta tutti i giorni per un anno, blocca il ciclo mestruale a tempo indefinito. Dopo esser stata testata su 2.400 donne, l'azienda produttrice, la Wyeth farmaceutici, ha avuto il via libera alla vendita in Usa dalla Food and Drug Administration, sollevando polemiche e perplessità da parte degli esperti.
Se da un lato viene proposta come rimedio per donne con sindrome mestruale particolarmente dolorosa o affette da endometriosi, dall'altro infatti persistono molti dubbi sui possibili effetti collaterali. Ne abbiamo parlato con Simona Marcozzi, ginecologa dell'Associazione Italiana per l'Educazione Demografica di Milano.

«La Lybrel contiene ormoni usati anche nelle pillole tradizionali», spiega. «La differenza è che determina una variazione della crescita dell'endometrio, cosa che a lungo andare può portare a un'atrofia endometriale tale da bloccare il ciclo».

Con possibile rischio di infertilità?
«Simili perplessità sono state manifestate anche quando entrarono in commercio le prime pillole anticoncezionali. In realtà, nel momento in cui si sospende la pillola, in una donna giovane e sana si può progressivamente assistere a un ritorno del ciclo. La pillola, infatti, è un rimedio "sintomatico": blocca la funzionalità ma non modifica la struttura dell'ovaio che, in assenza di trattamento ormonale, torna a riattivare normalmente il ciclo mestruale».

In quali casi può essere indicata la Lybrel?
«Viene proposta come pillola per le terapie mediche nei confronti dell'endometriosi, ma nelle forme più severe occorrono interventi specifici, quindi è più corretto dire che è indicata solo per alcune forme di endometriosi. E anche in alcuni disturbi legati alla menopausa».

Quali sono i "limiti"?
«Il fatto che se non dovesse funzionare come anticoncezionale sarebbe impossibile accorgersene data l'assenza di mestruazioni. In altre parole, si potrebbe verificare una gravidanza senza avere segnali specifici a riguardo, con il rischio di superare il periodo limite per un'eventuale interruzione oppure adottare involontariamente comportamenti che possano nuocere al feto».

E se l'azienda deciderà di venderla anche in Italia?
«Difficilmente avrà lo stesso riscontro che ci si aspetta dagli Stati Uniti. In Italia, le donne, specialmente le giovani, non vivono serenamente il "salto del ciclo": si sentono gonfie, a disagio, vogliono pillole con dosaggi ormonali sempre più bassi, per non dover far fronte a problemi "collaterali" come la cellulite. Così, pur assumendo la pillola anticoncezionale, chiedono spesso suggerimenti o alternative per non affrontare questi inconvenienti».

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