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Oggi il matrimonio è:

un optional
una scelta obsoleta
un rischio
da rivalutare
una tappa della vita

27.06.2007

In Italia, boom di divorzi.
E il matrimonio diventa
un "contratto a termine"

Gli ultimi dati Istat attestano un considerevole aumento
delle crisi coniugali nell'ultimo decennio. Gli esperti:
«Non si è preparati per affrontare la vita a due»

di Alice Politi

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Si resiste, si tenta di andare avanti per tre, cinque, dieci anni. Poi, inesorabile, arriva la fine. Succede così per sempre più coppie sposate in Italia. In dieci anni, dal 1995 al 2004, i dati Istat hanno registrato un vero e proprio boom di separazioni e divorzi, passati rispettivamente da 52mila a 83mila e da 27mila a 47mila. In pratica, confrontando i dati del 2005 con quelli del 1995, negli ultimi 10 anni le separazioni sono aumentate del 57, 3 per cento e i divorzi del 74 per cento.

«Fra le ragioni alla base delle crisi matrimoniali, c'è soprattutto la superficialità e la scarsa consapevolezza con cui si creano molte relazioni». Spiega Giovanni Bassi, psicoterapeuta del Centro Studi Psicanalisi del Rapporto di coppia di Milano e co-autore del libro La comunicazione nel rapporto di coppia (Ed. San Paolo).
«Moderni fattori culturali ed economici hanno lentamente minato l'idea di qualcosa che duri "per sempre". Oggi, dilaga il cosiddetto "amore liquido"; le nozze sono una sorta di contratto a termine, un rapporto che dura finché le cose vanno per il verso giusto...».

In media, la durata del matrimonio è di 14 anni, anche se un quarto delle separazioni avvengono prima del sesto anniversario. Lui ha mediamente 43 anni, lei 40, anche se la classe più rappresentativa è quella compresa tra i 40 e i 49 anni per gli uomini (37,4 per cento dei casi) e tra i 30 e i 39 per le donne (42,9 per cento). Nella maggioranza delle situazioni è la moglie a volersi separare (71,7 per cento dei casi), mentre sono soprattutto i mariti a chiedere il divorzio.

«Bisognerebbe riportare l'attenzione, sia a livello sociale che scolastico, sul reale senso della vita a due», precisa Bassi. «Mettendo l'accento sulle tre componenti imprescindibili nella buona riuscita di una relazione di coppia: i sentimenti (in primis la capacità di comunicare le emozioni), la sessualità (visto che i disturbi a questo proposito sono ancora molto diffusi) e il senso di responsabilità, l'impegno legato alla coscienza morale».

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