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08.05.2009

INTERVISTE
Francesco Alberoni:
«I social network? Accrescono
il bisogno di contatto fisico»

Lungi dal favorire l'amore virtuale, le relazioni via web sono il punto di partenza per una riscoperta della sensualità fisica
Di Sara De Florio

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Concorda con chi ipotizza nel futuro un "trionfo" del sesso virtuale e delle relazioni costruite via web?
«Non credo a un futuro di quel genere. Dicevano anche che la globalizzazione avrebbe distrutto la piccola imprenditoria e le realtà locali, e invece ha scatenato, per reazione, un fiorire di piccole imprese e un interesse più autentico verso queste realtà. Credo che i social network e la realtà virtuale in generale produrranno lo stesso effetto sul modo di vivere le relazioni: saremo sempre più attratti dal contatto fisico, dal bisogno di sentire un odore, una voce, di vedere uno sguardo».

È vero che oggi si fa molta fatica a riconoscere le emozioni, a dare loro il giusto nome e coglierne le tante sfumature che spesso le caratterizzano?
«Sì, è vero. Fino a qualche decina di anni fa l'approccio all'intimità dei sentimenti era grossolano, poi è arrivata la psicoanalisi e ha rivoluzionato tutto. Le donne hanno cominciato a guardarsi dentro e a preferire i buoni romanzi alla letteratura rosa stereotipata. Oggi si assiste invece a un'altra inversione di tendenza: i tempi frenetici e le possibilità di scelta ci fanno perdere i criteri di analisi. Ecco perché spesso si confonde l'attrazione erotica con l'amore e la semplice conoscenza con la comprensione profonda. Gli strumenti di riflessione di ieri non vengono utilizzati con la stessa attenzione e credo che la cultura americana, che considera i sentimenti il risultato di combinazioni chimico-neuronali, abbia contribuito molto ad allontanarci dal rapporto con la nostra intimità».

Esistono "nuove emozioni" della sfera sentimentale?
«No, non credo proprio. La tastiera emozionale dell'essere umano è sempre la stessa. Semmai è la nostra sensibilità ad essere cambiata, ma questo è un altro discorso».

Quali sono, a suo avviso, il punto debole e il punto di forza delle coppie di oggi?
«Beh il punto di forza è senz'altro la possibilità di stare insieme senza preoccuparsi delle conseguenze. La vita di oggi, malgrado tutto, è molto più facile di quella che si faceva qualche decennio fa. Le famiglie sono meno numerose, le mogli non devono più preoccuparsi dei malati in famiglia, non ci sono malattie, guerre o altre catastrofi a minacciare l'incolumità di due giovani che vogliono sposarsi. Ma questa forza è anche la loro debolezza: le coppie spesso si lasciano per motivi futili, per cui anni fa non ci si sarebbe mai separati. Hanno la possibilità di cambiare e lo fanno. Ma questa libertà rende le relazioni amorose fragilissime».

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