VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Bastano 2 minuti: controlla la tua posta elettronica e segui le istruzioni contenute nella mail che ti abbiamo appena inviato.
Con un click confermi la tua iscrizione a Style.it e inizi subito a navigare nel nuovo mondo di Style.it da protagonista! Se non hai tempo in questo momento, non c'è problema! Puoi scoprire le novità del sito e navigare fra i nostri servizi, i nuovi canali, la community. Però ricorda che se confermi la tua iscrizione e navighi sempre come utente loggata... c'è più divertimento!

VECCHIO UTENTE

Ciao!

Hai visto quante novità su Style.it? Una nuova grafica, una nuova community e moltissime nuove opportunità per diventare protagonisti del sito. Vuoi scoprire il mondo di Style.it? Contatta la redazione inviando un email a lestylersietevoi@style.it e riceverai le istruzioni per confermare la tua registrazione.
Basteranno pochissimi click! :-)

UTENTE NON RICONOSCIUTO

Utente non riconosciuto!

La password e l'utente/email che hai inserito non sono stati riconosciuti. Se non sei ancora registrato, cosa aspetti? Basteranno pochissimi click! :-)

Altri testi di Caspanello e nuovi autori teatrali nell'antologia Senza Corpo. Voci dalla nuova scena italiana (Minimum Fax, 12,50 euro)

sondaggio

L'ultima volta che sei stata a teatro:

una settimana fa
un paio di mesi fa
un anno fa
più di un anno fa
non vado quasi mai

19.05.2009

FRAGILE/pagina 5

Hai già visto il servizio a pag 123 di Glamour di Giugno? Ecco
il testo completo dell'opera teatrale di Tino Caspanello,
autore cult della scena italiana. Da stampare e, perché no,
da recitare in coppia in uno speciale tête-à-tête...

VOTA [ 12345 ] (3 voti)
TAGS:
(segue dalla quarta pagina)

Lei
       Ma perché?
Lui       Perché io sono un... un...
Lei       Perfezionista?
Lui       Si, insomma, o qualcosa del genere. Ricordi quando facevo l'imbianchino?
Lei       Sarà stato tre o quattro anni fa...
Lui       Quattro anni fa. Ho fatto l'imbianchino per un intero anno.
Lei       Allora?
Lui       Sai perché lasciai quel lavoro?
Lei       Sì, più o meno.
Lui       No, tu la vera ragione non la conosci, non te l'ho mai detto.
Lei       No?
Lui       No.
Lei       E perché?
Lui       Boh, chi lo sa, forse non mi sembrava un buon motivo per lasciare il lavoro.
Lei       Mi dicesti che non ti pagavano mai puntualmente.
Lui       Sì, è vero, ma non fu per quello.
Lei       Per cosa, allora?
Lui       Perché... ecco... perché non riuscivo mai a tirare una linea diritta.
Lei       No!
Lui       Sì, invece sì! Fu per quello. Non ci riuscivo, era proprio impossibile per me.
Lei       Non ci credo.
Lui       Sì, ti dico. Facevo tante belle curve, tante onde e poi su ogni onda mi perdevo, immaginando barche alla deriva, balene, pesci luna fluttuanti nell'oceano.
Lei       Ti perdevi?
Lui       Fantasticavo, vedevo, mi perdevo, sì.
Lei       Tu sei sempre stato un poeta.
Lui       Oh, sì, lo puoi dire benissimo.
Lei       Però non hai mai scritto poesie.
Lui       No.
Lei       Va be', non ce n'è bisogno. Non tutti i poeti scrivono.
Lui       No?
Lei       No.
Lui       E... come fanno?
Lei       Beh, vivono.
Lui       Sei arrabbiata con me?
Lei       Perché?
Lui       Perché non ti raccontai la vera ragione...
Lei       No, non sono arrabbiata. Dai, provaci ancora.
Lui       A fare cosa?
Lei       Un altro palloncino.
Lui       Un altro? Ma non ci riesco.
Lei       Su, avanti.
Lui       No.
Lei       L'ultimo. Vedrai che sarà un successo.
Lui       (Comincia, quasi controvoglia a gonfiare l'ennesimo palloncino, con una lentezza adesso estrema, ma, come al solito, gli scoppierà tra le mani. L'uomo ha una strana espressione sul viso, come se quell'incidente gli avesse tolto completamente il respiro. Chiude gli occhi e reclina la testa)
Lei       Tesoro... cosa c'è? Che succede? Dai, apri gli occhi. Mi stai facendo paura. Tesoro. Ti sei stancato, vero? Scusa, è colpa mia, non avrei dovuto chiedertelo. Lo so, lo so, non ti piace che io ti chieda scusa, lo so. In tutti questi anni non ho ancora imparato. E' che, veramente sai, dopo tutto questo tempo, io e te... e non abbiamo neanche bisogno di chiederci scusa, lo so... Ma, a proposito, quanti anni sono? Tanti, vero? (Indossa un altro vestito) Guarda questo. Che ne pensi? Mi hai conosciuta così, proprio con questo vestito. Non ero che un mucchio di penne arruffate e tu... tu un buffo mangiatore di fuoco. Poi sei passato ai palloncini. Te l'ho chiesto io, certo, forse non avrei dovuto, ma, all'improvviso, immaginato casa nostra, tutta colorata, piena di palloncini che riempivano ogni angolo, ed io, io una bambina che si sarebbe svegliata ogni mattina con gli occhi colmi di stupore. Tutte le mattine, qui negli occhi, tutto lo stupore del mondo. Non avrei dovuto chiedertelo. Forse avresti preferito continuare col fuoco? Scusa. No, non volevo dirlo. Scusa, cioè scusa se ti chiedo ancora... Adesso apri gli occhi, però. (Si avvicina all'uomo, lo osserva quasi come attraverso una lente d'ingrandimento, ad un tratto tende una mano, per accarezzarlo sul viso,  ma nemmeno lo sfiora. La sua mano percorre, a distanza, il profilo del viso dell'uomo) Apri    gli occhi, adesso. Li vedi? Stanno arrivando. Tutti. Tutti per te. Le tue balene, le barche e i tuoi pesci luna fluttuanti nell'oceano. (   ) Li vedi? (       ) Tesoro, apri gli occhi. ( ) Adesso. Apri gli occhi. Adesso. Per sempre. Adesso. Apri gli occhi.

Buio.

articoli precedenti

aggiungi un commento