Slow Food Day, la
rivoluzione nel piatto
salva l'ambiente

di Simone Cosimi 

Sabato 26 maggio oltre trecento eventi al centro della giornata dedicata ai cambiamenti climatici e alle eccellenze del territorio. Gli appuntamenti da non perdere a Torino, Firenze e Roma

Simone Cosimi

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La rivoluzione si fa con il cibo. I cambiamenti climatici, l'attenzione ai prodotti di filiera, al rapporto diretto con i produttori - l'arcinota filosofia del chilometro zero - e l'educazione alimentare. Questi i temi-chiave del secondo Slow Food Day, in calendario sabato 26 maggio.

La spina dorsale della manifestazione si snoda sull'asse Torino-Firenze-Roma, dove sono concentrati molti degli appuntamenti più corposi. Intorno alle tre storiche capitali italiane oltre trecento eventi, di scena in città piccole grandi e medie (scopri qui l'appuntamento più vicino, da Alassio a Viterbo), si popolano d'iniziative, incontri e ghiotte degustazioni. Obiettivo: imparare a lavorare i prodotti e assaggiare cibi poco conosciuti e tutelati dalle piccole comunità.

A Torino lo Slow Food Day si anima al mercato di piazza Madama Cristina con tre visite guidate tra i banchi e due laboratori per imparare a decodificare le etichette e non farci fregare quando facciamo la spesa. Nel pomeriggio di scena alla Casa del Quartiere di San Salvario i responsabili di una cooperativa agricola, che sveleranno i segreti del loro lavoro, senza contare il laboratorio sulla pasta artigianale. Il ricavato andrà alla Fondazione Terra Madre.

Il cuore dell'evento a Firenze si raccoglie invece intorno allafiera Terra Futura, la mostra-convegno che riunisce ogni anno le migliori proposte di associazioni e gruppi impegnati nella costruzione di un futuro equo e sostenibile. In seguito la Biciclettata del gusto tra le bellezze della culla del Rinascimento, con quattro tappe enogastronomiche e sosta finale in piazzale Michelangelo, dove, in un locale storico e in compagnia dei mastri birrai, si presenta la nuova Guida alle Birre d'Italia di Slow Food Editore.

Infine Roma, che sfodera la suggestione dell'Hortus Urbis, l'antico orto romano nel parco dell'Appia Antica, al cui recupero partecipa anche Slow Food. Per i bambini lezioni su come fare il compost e sul magico mondo del miele mentre per i genitori lezioni di cucina, alla scoperta di nuovi prodotti e, soprattutto, del pesce. Largo anche al mercato Slow-Gas e Mercati della Terra.

"Con le nostre pratiche stiamo irrimediabilmente compromettendo il clima di questo pianeta, l'unico concessoci - dice Silvestro Greco, biologo marino, è responsabile ambiente di Slow Food Italia - una scelta pazzesca, stiamo distruggendo la casa dove abitiamo. Dobbiamo cambiare atteggiamento partendo da quel che mangiamo ogni giorno. Le nostre preferenze alimentari incidono perché si ripercuotono a loro volta su risorse finite come l'acqua: possiamo davvero pensare di sprecarne 5mila litri per produrre una fetta di carne?". Evidentemente, no.