Un giorno da vegani

di Margot  Silva 

Lav ed Erbolario promuovono il Mercoledì Veg e anche noi, per un giorno, abbiamo provato a mangiare solo cibi vegani (scopri qui le ricette!). Lo chef Simone Salvini ci ha raccontato tutto quello che c'è da sapere. Mode a parte...

Margot  Silva

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Quest'anno Erbolario compie 35 anni e per festeggiare ha organizzato nella sede di Lodi una giornata dedicata alla cucina vegana, adottando il "Mercoledì Veg" promosso dalla Lav, Lega anti vivisezione, con cui condivide la filosofia di rispetto per gli animali e per l'ambiente. Come ha spiegato Franco Bergamaschi, co-fondatore di Erbolario insieme alla moglie Daniela Villa, l'azienda ha optato fin dalla sua nascita per la democratizzazione della bellezza, secondo il principio di inclusione invece che di esclusività, ha scelto di non testare i prodotti sugli animali e di conseguire certificazioni  ambientali e biologiche per l'utilizzo di energia rinnovabile.

Il Mercoledì Veg è una campagna di sensibilizzazione che prevede, per un giorno alla settimana, di non mangiare cibi di origine animale.  Il risparmio energetico di un pasto vegano rispetto a uno a base di carne è di 1656, 5 gr di Co2 e acqua pari a 32 docce. In un anno, una persona, risparmierebbe l'equivalente del consumo di una lampadina accesa ininterrottamente per 277 giorni.

Così, abbiamo provato anche noi a mangiare esclusivamente vegano e, con i piatti preparati dallo chef Simone Salvini, è stata una esperienza assolutamente positiva. Simone, Executive Chef di Organic  Academy  e chef del ristorante Ops! di Roma, ha fatto della cucina vegana non solo una dieta alimentare, ma uno stile di vita, perché come ci ha trasmesso con le sue parole, il veganismo cambia la prospettiva di esistenza e il rapporto che si ha con il mondo. Una scelta maturata con un percorso di formazione in Oriente e che l'ha portato prima a fare delle scelte alimentari e poi a dedicarsi esclusivamente all'alta cucina vegana, "perché in una circostanza dove si può scegliere, allora si può decidere di fare del bene a noi stessi, arrecando il male minore agli altri". Ecco tutto quello che ci ha spiegato sulla cucina veg.

Come è iniziata questa tua scelta di vita?
«Mentre studiavo Filosofia all'Università mi è arrivata sotto mano la biografia del Buddha e il suo percorso individuale interiore mi ha profondamente ispirato, così ho deciso di iniziare un percorso di Filosofia Orientale. In questo cammino ho conosciuto dei cuochi molto bravi, grazie ai quali ho capito che volevo cucinare facendo del bene, con del cibo creato senza aver ucciso degli animali. Non ho potuto accettare che l'uomo facesse del bene a se stesso, arrecando del male ad altri esseri viventi, soprattutto in un contesto in cui si può scegliere, in cui una convivenza è possibile. Il cibo vegano viene spesso associato a una privazione, ma non è così. È una scelta altruistica, dove tutto viene fatto con amore, con trasporto emotivo. Bisogna cucinare per trasmettere emozioni, il cibo preparato senza passione diventa tossico. Dovremmo mettere il biocentrismo al centro del nostro paradigma culturale».

Cosa vuol dire essere vegani?
«Le parole vegano e vegetariano hanno in comune la radice indoeuropea vag, che significa  crescere, aumentare. La stessa del latino vegetus, che sta per sano. Il vegetariano mangia cibi di origine vegetale e i derivati del mondo animale come uova, latte e formaggio. Il vegano, invece, consuma alimenti vegetali come legumi, frutta, cereali, ed esclude tutti i derivati. Anche nell'abbigliamento non usa indumenti di origine animale come la pelle. Prima di essere una scelta alimentare, è una scelta etica, si pensa che il cibo derivato dalla violenza non faccia bene all'uomo. È una scelta intima, personale, ancorata a motivazioni ambientali, salutari o igienistiche. Diciamo che la motivazione più diffusa accolta dalla comunità scientifica è sicuramente quella etica».

Quali sono  i "pro" dell' essere vegani?
«Sicuramente è una dieta che ha una leggerezza di fondo, in termini di grassi, di sostanze troppo energizzanti. L'assenza di colesterolo  fa bene alla salute. È una dieta che fa bene anche sul piano psichico, in termini di consapevolezza e di rispetto per l'ambiente».

Quali sono i "contro" dell'essere vegani?
«C'è il rischio di diventare molto rigidi, di prendersi troppo sul serio. Ho conosciuto persone che facevano fatica a sorridere anche alla vita. È sicuramente una scelta, ma non è una privazione, deve essere ancorata alla felicità».

Ci sono delle carenze nutrizionali?
«L'unica carenza che ci può essere è quella della vitamina B12 che si trova nei cibi di origine animale. Ma può essere facilmente sostituita con degli integratori alimentari. Il segreto è saper bilanciare bene gli alimenti. Tanto è vero che non c'è una età minima per diventare vegani, anche i bambini possono esserlo. Ai vegetariani o vegani di lunga data si consiglia di essere seguiti e di sottoporsi a esami specifici di controllo. Come ha detto il Presidente Lav, Gianluca Felicetti, a Verona ha aperto il primo ambulatorio di assistenza».

Quali sono i consigli per una giusta alimentazione vegana?
«Ovviamente il buonsenso. Bisogna sapere combinare e alternare bene gli alimenti. Preferire sempre cibi biologici, di stagione. La natura, a seconda del periodo dell'anno, ci dà tutto quello di cui abbiamo bisogno. Consiglio di mangiare cibi che provengono dal  territorio dove viviamo, perché in questo modo siamo in armonia con gli stessi ingredienti, abbiamo respirato la stessa aria, la stessa energia psichica. Ruotare gli alimenti è importante, così il nostro organismo può prelevare le diverse sostanze nutritive».

È diventata una moda?
«Sì è certamente anche una moda. Molti personaggi dello spettacolo, ma anche della cultura sono vegetariani o vegani. Questo può essere anche un modello a cui ispirarsi. Se è una moda, francamente spero che non duri solo un momento, una stagione, ma continui il più a lungo possibile».

Quanto costa mangiare vegano?
«È una questione di priorità, è vero, mangiare vegano costa. Informarsi ha sicuramente un prezzo, ma quanto costa l'ignoranza? Andare al fast food si paga nella vita. Poi dobbiamo pensare a quanto spreco c'è nelle case. Se spendiamo di più per certe tipologie di cibi, nel compenso si attivano altre funzioni, se ne consuma di meno e si sta più attenti. Con 20 euro si compra un chilo di filetto di manzo, con gli stessi soldi, per esempio, si possono prendere un chilo di riso, lenticchie, carote, pomodori, arance, mele. Inoltre, alimentarsi con prodotti  raccolti nelle zone vicino a dove si abita può comportare un risparmio notevole».

Nella gallery trovate tutte le ricette veg dello chef Simone Salvini.

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DA STYLE.IT

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