Jamie Oliver e i tovaglioli che vanno a ruba

di Simona Marchetti 

Trentamila pezzi in meno ogni mese. Nei suoi italian café, il souvenir d'autore sembra ormai una (cattiva) abitudine consolidata. La "denuncia" dello chef

Simona Marchetti

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Photo: Splash News

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Di solito, uno va al ristorante per il cibo e l'atmosfera, entrambi garantiti se il proprietario del locale è uno chef famoso. Ma soprattutto in questi tempi di crisi i clienti di Jamie Oliver sembrano scegliere i suoi italian café "Jamie's Italian" per ben altro motivo: ovvero, per i suoi tovaglioli di lino bianchi e blu, con il logo della catena in bella evidenza, che spariscono con imbarazzante frequenza, "a colpi di 30mila pezzi al mese", come ha rivelato lo stesso chef a Radio Times.

Ma non è tutto. Nemmeno i bagni dei locali, tutti arredati con costosi sanitari old fashion Thomas Crapper, si salvano dai raid degli amanti dei souvenir d'autore, costringendo Oliver a contromisure drastiche per non essere costretto a ripianare le perdite in continuazione. "Sembra che la gente, oltre che per i tovaglioli, durante la recessione vada nei nostri ristoranti per portarsi via sciacquoni e maniglie" ha continuato il grande cuoco , "e così siamo costretti a saldarli, per evitare che vengano rubati. Onestamente, non capisco come si faccia ad andare a cena e a tornarsene a casa con mezzo bagno. È follia!".

Un giudizio che la scorsa settimana il 37enne chef ha ribadito anche ad una concorrente di Masterchef Australia, quando la ragazza gli ha (un tantino inopportunamente) confessato di aver rubato uno dei suoi tovaglioli da un ristorante in Scozia, chiedendogli pure di autografarglielo. Oliver, ospite della trasmissione, non ha fatto mistero di non aver gradito l'indebita appropriazione, anche se in seguito il suo portavoce ha precisato che lo chef ha volutamente esagerato il numero dei "souvenir" portati via dai ristoranti solo per sottolineare la portata del problema, mentre su Twitter è tutto un cinguettio di temerari del souvenir che si vantano di avere in casa "qualcosa di Oliver", salvo poi rivenderlo su eBay a prezzo stracciato.

E dire che i tovaglioli della discordia si possono anche comprare nei ristoranti della catena a 8 sterline la confezione da quattro: ma vuoi mettere il gusto di uscire dal ristorante con uno di quelli nella borsa?


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