The People's Supermarket, il negozio siamo noi

di Simone Cosimi 

Londra, il primo esperimento di supermercato sociale procede a gonfie vele e promette di replicare in un altro quartiere. Mentre Channel 4 gli dedica un doc, ecco come funziona il nuovo modello di distribuzione alimentare

Simone Cosimi

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Photo: Courtesy of Channel 4

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L'obiettivo sembrerebbe chiaro: "Distribuire prodotti locali e salutari a prezzi ragionevoli". Ma cambiare gli equilibri dell'universo alimentare dall'interno non è mica semplice. A Londra - e dove sennó? - sta andando in scena da pochi mesi un esperimento che viaggia proprio in questa direzione. Si chiama The People's Supermarket, il supermercato della gente. Della serie: il negozio siamo noi. L'idea di fondo è altrettanto lineare, per quanto anche in questo caso piuttosto ambiziosa: chiunque può diventare membro dell'impresa pagando una sorta di quota annuale di 25 sterline e offrendo quattro ore al mese di lavoro volontario all'interno del punto vendita di Holborn. In cambio, ne ricava uno sconto del 10% sulla propria spesa - i prodotti dell'assortimento sono votati dai soci della cooperativa - e il prezzo bloccato su una serie di prodotti locali di alta qualità.

Un'idea talmente originale che da poco Channel 4, una delle emittenti più sperimentali del Regno Unito, ha trasmesso un documentario in quattro episodi, insomma una sorta di miniserie, intitolata proprio The People's Supermarket. Le puntate hanno seguito le complicate vicende quotidiane di Arthur Potts Dawson, l'ecochef (nipote di Mick Jagger) col pallino della sostenibilità nonché ideatore dello strano supermercato (guardale qui). Insomma, un bel personaggio. Dopo 15 mesi di attività i conti sembrano procedere a gonfie vele: 1,5 milioni di sterline di fatturato. Tanto che è già in cantiere il secondo People's Supermarket: siamo, insomma, agli albori di un modello che potrebbe davvero rivoluzionare il network della distribuzione alimentare. Entro Pasqua dovrebbe infatti aprire anche un nuovo "supermercato sociale" ad Hackney, quartiere a nord della capitale.

Ovviamente, il punto vendita è aperto a tutti. Anche e soprattutto ai non soci. Anzi, proprio in quella bizzarra comunità di avvocati, somali, bengalesi, disoccupati e middle-class che popola il quartiere di Holborn il nuovo mo(n)do di fare la spesa ha riscosso grande apprezzamento. "L'industria dell'alimentazione è stata comprata dalle grandi catene - tuona Potts Dawson - cerchiamo di mostrare cosa succede quando si ridà alla gente diritto di voto". Come se non bastasse, all'interno del supermarket lo chef ha voluto mettere in piedi anche una curiosa People's Kitchen: una sorta di ristorante sociale dove gli alimenti imperfetti, ormai non più adeguati alla messa in vendita e destinati al macero, vengono recuperati e cucinati. Frutta e verdura, in particolare, ma anche prodotti di altro genere, magari facilmente deperibili, diventano così gli ingredienti alla base dei piatti serviti. Che, ci scommettiamo, devono avere tutt'altro sapore.


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