Simone Rugiati
e la ricetta per sedurre

di Alice Politi 

Consigli, idee, piccoli segreti per conquistare a tavola chi vi piace. Rivelati da uno chef che nella vita dice di avere due grandi passioni (la seconda è la cucina)

Alice Politi

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Lo chef Simone Rugiati

Lo chef Simone Rugiati

Ha la veracità e la sana goliardia dei toscani. L'eclettismo e il savoir faire dell'uomo dei Gemelli. La professionalità, l'attenzione per il dettaglio, le tempistiche di chi - lo vedi - è ben abituato a lavorare davanti alla telecamera.
Simone Rugiati è uno dei giovani chef più apprezzati della cucina italiana. La sua filosofia del gusto ruota attorno a una semplicità mirata alla valorizzazione, all'esaltazione di sapori forti, che siano mediterranei oppure esotici.
Lo incontro in occasione di uno show cooking per il lancio milanese della nuova Seat Mii. So che è anche autore di un libro particolare, Il gusto di sedurre, dove celebra il connubio eros e cibo. Uno spunto appetitoso... È proprio su questo che decido di intervistarlo.

Si parla tanto della liaison tra cibo e seduzione: che nesso esiste tra i due?
«Se ti piace qualcuno e vuoi uscirci, cosa fai? Punti a una cena, ovvio! È il modo migliore per parlare, conoscersi, muovere i primi passi in una relazione... In questo senso, direi che i due ambiti sono strettamente collegati».

Quindi, conquistare a tavola è possibile…
«È fondamentale. Mia madre dice sempre che nella vita ho due grandi passioni. La seconda è la cucina... ».

Quale errore non si dovrebbe mai commettere durante un invito galante?
«Mai ricevere avendo già tutto perfettamente pronto. Primo, perché si raffredderebbe la cena. Secondo, perché il bello è coinvolgere l'altra persona, metterla a proprio agio iniziando la degustazione in piedi, stappando una bottiglia per bere insieme (cosa di per sé già molto erotica). E poi non bisogna dimenticate la regola dei 30 secondi: hai appunto 30 secondi di tempo, dal momento in cui una persona varca la soglia di casa tua, per mettergli in mano un bicchiere di qualcosa! (N.B. La regola vale a qualunque ora)».

Il vero segreto, invece?
«Veder preparare il cibo, "lo show cooking" privato della cena che si gusterà. Ma anche realizzare qualcosa insieme. Un cocktail, per esempio».

Qual è il menu perfetto?
«Quello che non è "impiantato". Ma con portate che stiano in mezzo alla tavola: è il centro il punto di snodo, e poi non avere il piatto davanti è più easy, facilita il dialogo. Altra cosa importante, mai la pasta: finisce la cena! L'ideale è preparare molti antipasti diversi: tapas, bruschette, tartine… Si soddisfano tanti gusti, si beve di più (mescolando vari sapori) e non si corre il rischio di commettere gaffe se la persona in questione è allergica o non ama il pesce. Poi, non devo essere io a dirvi che se lo scopo è "concludere", un mix di antipasti sono più che sufficienti!».

Ci sono differenze di stile/ricette/ingredienti a seconda che si desideri sedurre un uomo o una donna?
«Per un uomo che invita a cena è un po' più difficile, deve impegnarsi maggiormente. A una donna risulterà più facile: se lui ha accettato di venire a casa tua, sei già a metà dell'opera! :-) Sul fronte pratico, direi che valgono le stesse regole degli antipasti. Con l'aggiunta di qualche ricetta di carne, magari cruda (sugli uomini la tartare può avere un certo effetto afrodisiaco!). In generale, direi di puntare su salumi e sapori forti».

C'è un ingrediente (sottovalutato) che secondo te è particolarmente afrodisiaco?
«Non credo nelle proprietà afrodisiache degli alimenti. Ciò che davvero può intrigare è "come servi un cibo". Io trovo molto sensuale lo shabu shabu, un brodo aromatizzato servito bollente a centro tavola, nel quale intingere pesce crudo posizionato tutt'intorno. Una sorta di fonduta esotica di pesce».

Quale piatto dovrebbe saper cucinare a regola d'arte la tua donna ideale?
«In realtà, a tavola sono supereasy, mi accontento anche di un risotto in bianco! In generale, mi piace la donna che annusa, che osserva e ha confidenza con gli ingredienti, una che in cucina si muove disinvolta e sa dove mettere le mani».