Dieta? No, grazie.
Dieci ottimi motivi
per piacerci come siamo

di Rita Russo 

Nel suo nuovo libro la food blogger Martina Liverani spiega perché possiamo essere belle e felici anche senza fare la fame

Rita Russo

Rita Russo

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Martina Liverani, autrice del libro Dieci ottimi
motivi per non cominciare una dieta (Laurana Editore,
138 pagine, 11,90 euro).

Martina Liverani, autrice del libro Dieci ottimi motivi per non cominciare una dieta (Laurana Editore, 138 pagine, 11,90 euro).

Dieci ottimi motivi per non cominciare una dieta è l'ultimo libro della food blogger Martina Liverani (Laurana Editore, 138 pagine, 11,90 euro). Da sempre convinta sostenitrice dell'orgoglio curvy, la giornalista e blogger (scopri su Style.it il suo blog Cheesecakegirl.it) propone un kit di regole per sopravvivere al regime Dukan, alla tisanoreica e alle mille tendenze ipocaloriche del momento. Ecco il suo decalogo per arrivare alla famigerata prova costume belle e in pace con se stesse:

1. Le diete non funzionano.

2. Le diete costano.

3. Le diete sono noiose.

4. Le diete odiano le donne.

5. Le diete tolgono energia.

7. Le diete possono portare disordini alimentari.

8. Le diete non sono sexy.

9. Le diete non ti fanno bella.

10. Imparare ad amare il nostro corpo.

Per risolvere il dilemma dieta/non dieta, abbiamo intervistato Martina Liverani a proposito del suo rapporto con la tavola, i regimi alimentari ipocalorici e quel chilo in più che proprio non riusciamo a smaltire.

Come nasce l'idea di fare un libro in totale controtendenza con la mania della forma perfetta e della dieta a tutti i costi?
«Tutta questa mania della forma perfetta provoca ansia e frustrazione e per quanto mi riguarda la trovo terribilmente noiosa. Ho pensato di scrivere un libro per quelle donne (e fortunatamente ce ne sono tante) che non hanno in cima ai loro pensieri la pancia piatta, e che quindi potrebbero trovare interessante e utile un piccolo manuale che le conforti. Ma ho pensato anche a quelle ossessionate dalla taglia 38: spero che leggendolo si possano sentire meno afflitte. È un libro dedicato alle donne, che ci fa sentire meno angosciate rispetto alle aspettative che abbiamo sul nostro corpo e sul nostro aspetto».

Qual è la dieta più sbagliata che una donna può fare?
«Quelle prive di buon senso e di equilibrio. Quelle che fan perdere di  vista le cose importanti e ci fanno rincitrullire facendoci spendere tempo, denaro ed energie che invece potremmo concentrandoci sulle cose che ci rendono felici. Quelle che, anche ammesso che ci facciano perdere qualche chilo, sono sempre i migliori che avevamo: buonumore e senso dell'umorismo, prima di tutto».

Dukan e tisanoreica: qual è il tuo giudizio sulle due diete più in voga del momento?
«Quel che è certo è che sono un'ottima operazione di marketing e, se non altro, hanno fatto arricchire chi le ha inventate».

Di solito noi donne cominciamo una dieta quando entriamo in un negozio o apriamo l'armadio e non riusciamo più a vestirci come vorremmo. Siamo schiave della moda?
«Siamo vittime di un modello di bellezza univocamente magro. Non dipende solo dalla moda, è un messaggio diffuso in ogni pertugio della società. Cominciamo una dieta perché pensiamo che essere più magre possa portarci successo, felicità, amore. Niente di più errato».

Quali sono i motivi che ci spingono ad accettare diete durissime?
«Perché pensiamo di essere sbagliate: abbiamo la pancia, la cellulite, i cuscinetti. Perché pensiamo che la magrezza sia la soluzione ai nostri problemi, e lo facciamo per piacere a noi stesse prima di tutto. Se ci riteniamo donne emancipate, libere e moderne, non possiamo non essere consapevoli di quanto profondamente siamo prese di mira, sin da bambine, con le immagini di quello che dovremmo essere (magre, perfette, toniche, persempregiovani, sodissime). Quanto più soccombiamo davanti a queste immagini, più energia fisica ed emotiva ci permettiamo di investire in questi modelli irraggiungibili, irrealistici e non democratici, tanto più ci lasciamo svalutare. Siamo troppo occupate a essere insicure di noi stesse per accorgerci di quanto invece siamo uniche e speciali».

Qual è la tua ossessione culinaria, il piatto che proprio detesti? E quello che preferisci?
«Non detesto nulla a dire la verità. Piatti preferiti? Tantissimi!»

E il piatto che prepari sempre quando inviti i tuoi amici a pranzo/cena?
«Mi piacciono molto i sapori agrodolci, quindi azzardo accostamenti (spesso anche improbabili) tra il dolce e il salato».

Un ingrediente che non può mai mancare in cucina…
«Il tempo. È un ingrediente invisibile, ma per cucinare occorre tempo. Dal fare la spesa scegliendo gli ingredienti migliori, fino a elaborare la ricetta. Non mi piacciono le scorciatoie. In genere non funzionano, in cucina, come nella vita. Per stare meglio, dobbiamo passare più tempo ai fornelli, ci aiuterà ad avere un sano rapporto con il cibo».

Quando pranzi fuori casa il piatto ideale è…
«Per una pausa pranzo veloce, scelgo la semplicità di piatti poco elaborati e prodotti di stagione».

Quale suggerimento dai a chi vuole cominciare una dieta?
«Ascoltare il proprio corpo, fare pace con il cibo: non vederlo con un nemico, né come un insieme di calorie e grassi ingeriti. Piuttosto come il modo migliore per entrare in relazione con noi stessi. Un buon rapporto con il cibo è imprescindibile per la nostra salute».

Come si fa ad accettare i chili di troppo?
«Sembra che noi donne siamo davvero imbattibili in fatto di autocommiserazione e abilissime nell'arte di sentirci uno schifo. Specie se ci rapportiamo ai modelli femminili che vediamo nei media, artefatti al di là di ogni possibilità anatomica. Invece, costatare di essere donne normali, dalla vita e dal corpo normale (come quello delle altre donne che incontriamo per strada), e accettarsi per quello che siamo, è estremamente liberatorio. Il bello è che tutte noi stiamo pensando le stesse cose: le diete sono una tortura e non fanno dimagrire, la chirurgia estetica fa paura e ci rende dei mostri, la palestra è una fatica immane, le diete sono un'arma di distrazione di massa, agli uomini piacciono le nostre curve, i pasti dimagranti costano un sacco di soldi e non funzionano, e molto altro. Ma nessuna lo dice a voce alta: ammetterlo è dannatamente ribelle. Il nostro essere normali, ma unici, è la cosa più sexy e straordinaria che esista».

Cosa fai per sentirti bene con te stessa?
«Cerco di dedicare tempo al mio corpo, tenerlo in salute e rispettarlo (nutrendolo nel modo giusto e facendo il giusto movimento). In ogni caso, a 35 anni ormai ho imparato bene a convivere con i miei pregi e i miei difetti. E mi è abbastanza chiaro il fatto che non è possibile modificare la lunghezza delle mie gambe, la larghezza dei miei fianchi o la misura del mio bacino. Per quanto possiamo sfiancarci in palestra e patire la fame, non saremo mai Kate Moss, semplicemente perché non siamo Kate Moss».

Prova costume, istruzioni per l'uso.
«Il modo infallibile per superare in maniera definitiva la prova costume, (l'unico esame di cui non ci liberiamo e che ogni anno torna puntualmente e diabilicamente a farci visita, peggio dell'esame di maturità!), sia smetterla con le diete e iniziare a piacerci così come siamo».

E se al nostro lui le nostre curve non piacciono proprio?
«Cambiamolo, anziché cambiarci».

 

Leggi anche il blog di Martina Liverani su Style.it:

>> Cheesecake Girl, il blog di Martina Liverani

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