Hélène Darroze,
una donna chef
per combattere l'Aids

di Staff Cucina 

La chef stellata del ristorante londinese At the Connaught ha realizzato il menu per il Grey Goose Winter Ball 2012, la serata di raccolta fondi a favore della Elton John AIDS Foundation. Tema di quest'anno: gli anni 50' in Costa Azzurra

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Il Winter Ball a favore della Elton John AIDS Foundation, che si tiene sabato 10 novembre a Londra, vanta due ospiti d'eccezione.

Il primo è Grey Goose vodka, partner ormai da otto anni, che porta l'atmosfera elegante della Costa Azzurra durante gli anni 50' nella Battersela Power Station di Londra. La sala è stata allestita con tinte pastello, palme e un sofisticato bordo piscina. Personaggi famosi del mondo del cinema, della moda, della cucina, dell'arte e della musica uniscono i loro talenti per dare vita a una serata straordinaria. Il Winter Ball, organizzato da Grey Goose, dalla Elton John AIDS Foundation con la partecipazione di Elton John e David Furnish, ha come obiettivo quello di raccogliere fondi per la Fondazione a cui, nelle edizioni precedenti, sono stati donati 2,3 milioni di sterline.

Il secondo ospite è la chef, due stelle Michelin, Hélène Darroze, che ha realizzato un delizioso menù dal gusto francese per tutti gli invitati del Ball.
Héléne, dopo un passato nel suo ristorante Left Bank a Parigi, dove ha ricevuto la prima stella Michelin, è capo chef del Héléne Darroze at Connaught di Londra. Per l'occasione ha messo a punto un menù dai sapori mediterranei che si accompagna al tema scelto per la serata: gli anni 50' in Costa Azzurra.

I dettagli sono ancora top secret, l'unica cosa che possiamo rivelarvi sono gli assaggi dei canapés che verranno serviti durante i cocktail: soppressa di pomodoro, burrata e basilico; funghi fritti innaffiati al vino rosso su brioche tostata; mousse di formaggio di capra con peperoncino e polvere di olive; crostini di aragosta con pancetta croccante; filetto di manzo gallese con salsa bernese.

Ecco suggestioni, stili e opinioni della guest chef dell'evento, Hélène Darroze:

Come si può riassumere Hélène Darroze at the Connaught?
«Cucino ciò che sono e sono ciò che cucino. La base di tutto è il prodotto e il mio obiettivo di ogni giorno è quello di trovare il meglio di quello che posso avere. Il protagonista del piatto non è lo chef, è l'ingrediente. Cucino in modo semplice senza mischiare troppi sapori e chiaramente tutto quello che propongo è di mia ispirazione».

Come si è sentita quando ha ricevuto le due stelle Michelin per il ristorante Connaught?
«È stato un sogno, è stato un grande traguardo e riconoscimento non solo per me ma per tutto il mio team ed ero molto orgogliosa e felice per loro. Per il 50% del tempo lavorano senza di me, quindi questo è un grande successo; c'è una grande complicità tra me e loro, hanno capito esattamente cosa voglio e sono in grado di fare il tutto alla perfezione anche quando non ci sono io».

Come crea una ricetta?
«La cosa più importante è trovare il prodotto migliore, parte tutto da lì».

Come descriverebbe il suo cooking style?
«Per prima cosa devo dire che non potrei cucinare qualcosa che non mi piace o qualcosa in cui non credo ma riguardo il mio modo di cucinare posso dire che è molto tradizionale, per esempio non si vedrà mai la cucina molecolare nei miei piatti, rispetto questo metodo ma francamente non è il mio. Sono molto influenzata dalle mie origini, sono la quarta generazione di chef della mia famiglia, vengo da una cultura e da una tradizione dove cibo e cucina sono molto importanti. Molto di quello che sono dipende anche dalla mia educazione e dalla vita professionale che ho avuto. Ho lavorato tre anni con Alain Ducasse a Monaco e chiaramente porto con me l'impronta della cucina mediterranea».

Il Grey Goose Winter Ball supporta la Elton John Aids Foundation, quanto pensa che conti la sua cucina influenzerà la raccolta fondi?
«Conta molto e credo sia molto importante supportare l'associazione dato il nobile scopo che si prefigge».

Quale sarà il menu della serata?
«Per rimanere in tema, il menu avrà un sapore mediterraneo, sarà tutto delizioso ma molto semplice perché ci saranno 600 ospiti».

È difficile essere brava e affermata come donna chef in questa professione che è in prevalenza maschile?
«In realtà no, è vero che si tratta di un mondo molto maschile ma il carattere e la sensibilità di una donna sono un plus. Ciò che conta è essere se stessi e non esitare a dire ciò che si pensa. Come in tutti gli ambiti bisogna lavorare sodo ma è normale, se vuoi arrivare, se vuoi realizzarti devi lavorare duro, essere onesti e non aver paura di dire "questo non riesco a farlo"».

DA STYLE.IT

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