Penélope Cruz:
«Davanti agli spaghetti
non mi controllo!»

di Alice Politi 

L'attrice, protagonista del Calendario Campari 2013, rivela i suoi gusti in fatto di cibo e drink. E qualche piccola superstizione legata alla tavola…

Alice Politi

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Penélope Cruz in un'immagine di backstage del
Calendario Campari 2013

Penélope Cruz in un'immagine di backstage del Calendario Campari 2013

Ci sono donne celebri che inevitabilmente ti conquistano. Per l'allure, la bellezza, l'eleganza. Attrici di fama internazionale che, lontane da ormai obsolete forme di divismo, sanno parlare all'altrui sensibilità con un linguaggio preciso, efficace, più potente di qualunque altro mezzo: la professionalità. È questo il caso di Penélope Cruz.

Trentotto anni, un marito (l'attore Javier Bardem), un bambino (Leonardo, figlio della coppia, nato nel 2011) una validissima carriera cinematografica iniziata in Spagna (impossibile non ricordarla in Tutto su mia madre, diretta da Pedro Almodóvar), proseguita direttamente a Hollywood, e intercalata da importanti ruoli anche in film italiani.

Adesso, l'attrice spagnola premio Oscar ha accettato il ruolo da protagonista, glamour e super sensuale, del nuovo Calendario Campari 2013. Così, davanti all'obiettivo di Kristian Schuller, Penélope ha interpretato con ironia e con l'idea precisa di "rompere un tabù", il tema sfaccettato della superstizione.
La incontro in occasione della presentazione ufficiale del calendario (il giorno 13, ovviamente!). Ecco cosa ha rivelato dei suoi "rituali", dei gusti a tavola e nel bere, di quanto sia cambiata la sua vita negli ultimi anni…

Sei superstiziosa?
«Lo sono stata moltissimo in passato, intorno ai vent'anni. Col tempo, però, ho eliminato gran parte dei miei "rituali". Era una cosa che mi sfiniva! In Spagna ve ne sono molti legati alla tavola: se chiedi a qualcuno di passarti il sale, chi lo fa non deve metterlo direttamente nella tua mano, ma poggiartelo vicino, sul tavolo. E se per caso si rovescia, subito gettare un po' di sale dietro le spalle!».

Perfettamente in tema, quindi, con il Calendario Campari 2013...
«In effetti, ho accettato di posare perché mi piaceva l'idea di ridere della superstizione, di creare un personaggio che avesse il coraggio di sdrammatizzare, sottolineando il fatto che la superstizione non ha logica. Era anche un ruolo con cui mi identificavo, ripensando a come sono stata io in passato».

La Spagna ha una forte tradizione gastronomica: riesci a mantenerla nella tua vita attuale?
«Sì, mi piace moltissimo la cucina spagnola e amo il cibo in generale. Mi piace mangiare, anche se non cucino molto. Devo dire che pure in Italia il cibo è fantastico. Sono stata qui alcune settimane per promuovere il nuovo film con Sergio Castellitto (che l'ha diretta in Venuto al mondo, per la seconda volta dopo Non ti muovere, ndr) e sapete qual è stato il mio problema? Non riuscivo a controllarmi! Spaghetti a pranzo e a cena, in pratica tutto il giorno! La cosa davvero strabiliante è che nonostante mangino così tanta pasta, gli Italiani non siano grassi! Il punto è che le porzioni sono quelle giuste e gli ingredienti di qualità».

Come coniugare, secondo te, l'amore per la buona tavola e la necessità di mantenere la linea?
«Non c'è bisogno di togliere i carboidrati dalla propria dieta. La cosa importante è un'alimentazione bilanciata che comprenda carboidrati ma anche proteine e verdure. Il cibo è molto importante per me: bisogna saper "mangiare bene" ».

Sul fronte del bere, invece, hai un cocktail o una bevanda preferita?
«Un cocktail light, decisamente. Non bevo molto perché ho bassa resistenza all'alcool. Un drink a base di succo d'arancia, magari…».

C'è un consiglio che vorresti dare per invitare a bere in modo responsabile?
«A dire il vero, non mi piace dare consigli in questo senso, non bevo particolarmente e non vorrei fare la parte di quella che sale in cattedra! Penso, però, che tutti conoscano le regole e possano essere perfettamente responsabili e consapevoli del fatto che un errore può nuocere anche ad altri, non solo a se stessi».

Quanto è cambiata la tua vita da quando sei diventata mamma? E come riesci a conciliare carriera e famiglia, adesso?
«La maternità cambia tutto della vita, soprattutto il modo in cui vedi il mondo e come ti relazioni a esso. E dal momento che la famiglia ha la priorità su qualunque altra cosa, hai già tutte le risposte. Il fatto di dover lavorare non deve diventare una preoccupazione: l'importante è avere il tempo per crescere i propri figli, perché questo è ciò che conta».


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