Nadia Santini, migliore
chef donna del mondo

di Simone Cosimi 

La fondatrice e chef del ristorante Dal Pescatore di Runate, a Canneto sull'Oglio, premiata dalla giuria del World's 50 Best Restaurants con l'Oscar della cucina al femminile intitolato a Madame Clicquot

Simone Cosimi

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Antonio e Nadia Santini (Photo: courtesy of www.dalpescatore.com)

Antonio e Nadia Santini (Photo: courtesy of www.dalpescatore.com)

La cucina mondiale parla ancora italiano. Anzi, mantovano. Nadia Santini, del ristorante Dal Pescatore di Runate, a Canneto sull'Oglio in provincia di Mantova, è la migliore chef donna del pianeta. Almeno secondo la giuria del World's 50 Best Restaurants, la prestigiosa classifica internazionale al vertice delle cronache culinare e a cui guardano tutti gli addetti ai lavori. Stilata dal Restaurant Magazine britannico e sponsorizzata da San Pellegrino, la giuria rilascia anche il premio Veuve Clicquot World's Best Female Chef, che nel 2012 era finito sui fornelli della basca Elena Arzak e l'anno prima fra le mani di una tristellata Michelin, la francese Anne Sophie Pic.

"Sono molto felice e onorata - ha commentato la chef veneta nata a San Pietro Mussolino, che sarà premiata il 29 aprile alla Guildhall di Londra - per questo importante riconoscimento. Lo sono per me, per tutto il Dal Pescatore, per la mia famiglia che lavora con me, Antonio mio marito, i miei straordinari figli Giovanni, che dirige la cucina con me, ed Alberto, che dirige la sala e si occupa dei vini, per la mamma di Antonio, che mi ha trasmesso molti segreti e per Valentina, moglie di Giovanni, attiva nel ristorante". Un riconoscimento condiviso, insomma, e familiare: fatto di tradizione, memoria e, soprattutto, segnato da una distanza siderale dai triti stereotipi degli starchef che invadono web e piccolo schermo ai quattro lati del globo. Con Santini vince la normalità. Ma anche il futuro: il figlio Giovanni è stato nominato a sua volta Chef de l'Avenir 2012 dall'Academie Internationale de la Gastronomie.

Anche lei tre stelle Michelin, incassate nel 1996 e mai perse, la chef italiana sfodera una storia ancora più particolare delle precedenti premiate, perché da sempre legata proprio al Dal Pescatore, il ristorante che sforna i tortelli di zucca più gustosi d'Italia (qui potete trovare la ricetta) ma anche altre leccornie come le lumache petit gris all'aglio dolce, le coscette di rana o la lepre alla Royale con purè di castagne. Locale incastonato in un angolo della riserva del Parco di Runate che ha fondato dopo un gran tour culinario in Francia e nato come una semplice trattoria, scortata dagli insegnamenti della suocera Bruna, oggi 84enne, e della nonna del marito Antonio, Teresa. Flessuoso anche il percorso che l'ha portata dietro ai fornelli: prima gli studi in Scienza e tecnologia alimentare all'istituto tecnico e poi in Scienze politiche alla Statale di Milano, dove ha appunto conosciuto il marito, sposato poi nel 1974. Passi in avanti della sua cucina ci sono stati, ovviamente. Ma senza tradire questo retroterra mantovano: "La cucina si è raffinata ma non è cambiata - spiega la chef - dal Pescatore esprime l'evoluzione del cibo alla nostra tavola e il territorio che ci circonda".

Perché ha vinto Nadia Santini? "I valori caratteristici di Madame Clicquot erano innovazione, creatività e determinazione - ha spiegato Aymeric Sancerre, direttore comunicazione internazionale del premio Veuve Clicquot - la vincitrice Nadia Santini incarna esattamente queste qualità nella gastronomia di oggi e sono onorato che il nostro nome e la nostra ricca storia vengano associati a una personalità così meravigliosa». Gli ha fatto eco il Restaurant Magazine, che ha così motivato la scelta: "Al timone di quella dinastia culinaria che è la famiglia Santini, l'expertise gastronomico di Nadia Santini ha spinto il ristorante ai valori più alti".


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