Professione: personal food planner

di Jenny Maggioni 

Gastro tour nelle città, consigli su ristoranti, prodotti di nicchia, street food e realizzazione di food event privati Ecco chi è e cosa fa la prima consulente enogastronomica italiana

Jenny Maggioni

Jenny Maggioni

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La Personal Food Planner Lidia Maddalena

La Personal Food Planner Lidia Maddalena

Ha mollato tutto, soprattutto un contratto a tempo indeterminato, per inseguire la sua passione: trasformare il suo amore (e le sue competenze) per la cucina e i viaggi in un lavoro. Un lavoro che lei stessa si è inventata. E mentre i suoi amici le dicevano che era matta, Lidia Maddalena ha continuato a inseguire la sua voce interiore, ha studiato (dopo una laurea in Scienza del Turismo è seguito il Master Slow Food Italian gastronomy and tourism) e ha avuto una brillante idea. Prima e unica Personal Food Planner, Lidia offre consulenze di marketing e di comunicazione a ristoratori e chef, organizza food event privati e matrimoni dove il cibo è il protagonista. Ma non solo. Accompagna i turisti buongustai in "safari cittadini" alla scoperta di botteghe storiche, di street food e prodotti di nicchia.

Come è nata la tua passione per l'enogastronomia?
«Sono di origine meridionale: una genovese sicula-napoletana. Un intreccio di culture e tradizioni culinarie che hanno formato le basi della mia passione. Nella mia famiglia il cibo è sempre stato anche veicolo per trasmettere valori. I miei ricordi dell'infanzia, quelli più belli, sono tutti legati al cibo. Uno su tutti, il profumo del sugo di pomodoro che mia nonna Lidia cucinava la domenica mattina, memoria delle mie estati al mare. Mi ricordo che svegliarmi con quel profumo mi metteva subito allegria. Ho cominciato a cucinare da piccolissima (mia mamma ne era stupita) e tutti i miei giochi avevano a che fare con pentole e fornelli».

Qual è stata la tua formazione?
«All'inizio il mio percorso professionale ha preso una strada differente: mi sono laureata in Scienze del Turismo alla Bocconi di Milano (i viaggi sono l'altra mia grande passione) e ho cominciato a lavorare in quell'ambito. Ma, dopo due anni, il mio amore per l'enogastronomia è esploso ancora più forte. Volevo viaggiare alla scoperta di prodotti, di storie e di territori sconosciuti. Allora ho deciso di mollare tutto, lavoro e stipendio fisso, per "scappare" a Colorno (Pr) dove, per un anno, ho frequentato il Master internazionale di Slow Food Italian Gastronomy and Tourism. Un periodo splendido. Una full immersion nel patrimonio enogastronomico del nostro Paese. Ricordo giornate meravigliose spese tra lezioni e degustazioni: in aula dalle 9 ad assaggiare vini e carne cruda! Ma abbiamo anche attraversato tutte le regioni conoscendo ogni giorno artigiani e produttori. Un percorso che mi ha aperto la mente e che, oltre alla formazione, mi ha dato l'ispirazione per concretizzare la mia passione in qualcosa di reale e farne una professione».

Quando hai capito che la tua professione poteva essere questa?
«Nella mia testa girava da tempo l'idea di approcciarmi al mondo del cibo in modo del tutto unico. Ma c'è voluto ancora un po' prima di capire che potevo diventare una Personal Food Planner. Nel frattempo ho fatto uno stage a Linea Blu, trasmissione di Rai 1, un corso di primo livello di sommelier e poi, ho trovato lavoro a Genova in una società di eventi e catering. E di nuovo, dopo due anni, con un contratto a tempo indeterminato e una carriera più che soddisfacente ho mollato tutto. Tutti i miei amici mi hanno dato della pazza. Ma io sono fatta così: ho sempre rischiato e non potevo zittire la voce che dentro di me diceva di seguire la mia strada e la mia passione».

E sei "rinata" Personal Food Planner…
«L'idea iniziale era quella di sfruttare le conoscenze e l'esperienza acquisite con il Master di Slow Food. Girando tutta Italia, ma anche la Spagna e la zona di Bordeaux, ho scoperto piccole aziende alimentari di nicchia sconosciute ai più. Quindi potevo essere un consulente gastronomico, ad esempio selezionando prodotti d'eccellenza. Ma non mi bastava. Volevo far vivere anche agli altri quello che io stessa avevo vissuto durante i miei viaggi. In più potevo anche utilizzare tutto ciò che avevo imparato organizzando eventi. Così, sono diventata la prima, e l'unica, Personal Food Planner italiana!».

Che cosa fa una Personal Food Planner?
«Offro ogni tipo di servizio legato alla gastronomia: dalle consulenze di marketing e di comunicazione per i ristoranti, all'organizzazione di matrimoni e ricevimenti gourmand. Ma fornisco anche personal chef per cene di alto livello senza allontanarsi da casa e organizzo particolari corsi di cucina. Intorno a me ruotano designer ed esperti in allestimenti floreali e vegetali, come il laboratorio Quisquilie di Parma che mi segue per quanto riguarda le scenografie. Naturalmente consiglio ristoranti e prodotti. Il mio obiettivo è quello di assecondare le esigenze e i desideri del palato. Come quelli di una sposa del sud che abita al nord e che vuole offrire al suo ricevimento milanese i pasticcini che mangiava da bambina... Ma sono anche un'accompagnatrice turistica a tutti gli effetti. Accompagno i clienti in giro per le città a scoprire i negozi, gli street food, le botteghe storiche e le aziende che producono i prodotti tipici del territorio».

Un esempio?

«I tour enogastronomici delle botteghe del centro storico di Genova. Ho cominciato in casa, nella mia città. I genovesi stessi, spesso, non conoscono la storia di queste realtà così antiche e particolari. Io porto i miei concittadini e i turisti dietro le quinte di questi negozi che lavorano ancora come si faceva una volta e con gli stessi strumenti di un tempo: dalla Tripperia Casana alla Bottega dello stoccafisso, dalla Fabbrica di Cioccolato Romeo Viganotti alla confetteria di Pietro Romanengo fu Stefano. Poi andiamo a vedere come si fa il vero pesto di Pra' e scopriamo piccoli birrifici artigianali».

Hai già ricevuto qualche richiesta "stravagante"?
«Sì, mi hanno chiesto di organizzare dei tour enogastronomici via mare. Così quest'estate faremo delle micro escursioni in barca a vela tra il Golfo Paradiso e le Cinque Terre. Visiteremo il laboratorio di lavorazione e salazione delle acciughe, la Tonnarella di Camogli, citata già in alcuni documenti e decreti che risalgono ai primi anni del 1600, ma si pensa sia molto più antica, faremo una puntatina al promontorio di Portofino e ci sarà una degustazione, un pranzo e una cena con uno chef e bordo».

Il tour dei tuoi sogni?
«Il tour nello Champagne, che farò a breve. Poi lo proporrò anche ai miei clienti. Ma ogni territorio è a sé e non c'è nella mia testa un luogo particolare, perché ogni volta è una scoperta, una magia. Mi incuriosisce la zona dello Champagne, ma l'Italia offre talmente tanto… ad esempio, il tour in Campania è spettacolare, indimenticabile…».

C'è una figura come la tua all'estero?
«No, io sono la prima. All'estero come Personal Food Planner intendono più un nutrizionista, uno che ti consiglia la dieta. Ovviamente, in Italia, le agenzie di viaggio organizzano tour enogastronomici, ma non c'è una figura specializzata capace di farti scoprire i prodotti di nicchia. E poi, grazie a me i produttori e le aziende aprono le loro porte: ed è proprio quando il proprietario si racconta in prima persona e svela i propri segreti a rendere il viaggio magico».


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