Maurizio Rosazza Prin:
«A Masterchef, mai essere
scontati o banali»

di Laura  Forno 

A tu per tu con il vincitore morale della seconda edizione di Masterchef.
Che svela mood, paure, retroscena della cucina più celebre d'Italia

Laura  Forno

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Maurizio Rosazza Prin, secondo classificato di Masterchef e
giurato di uno showcooking Amadori organizzato negli studi
del programma

Maurizio Rosazza Prin, secondo classificato di Masterchef e giurato di uno showcooking Amadori organizzato negli studi del programma

Lo incontro nei nuovi studi di registrazione di Masterchef, nel corso di uno showcooking Amadori, dove è giudice, insieme a Davide Paolini e all'amico e socio Andrea Marconetti.

Vincitore morale della seconda edizione della trasmissione, Maurizio Rosazza Prin parla con entusiasmo della sua esperienza e ha parole di rispetto per Tiziana, l'avvocato dal carattere difficile con cui ha combattuto la vittoria.

Ricorda con piacere l'umanità di Carlo Cracco, il grande supporto di Andrea e il toccante momento della finale dietro le quinte. E anticipa l'imminente uscita di un libro di ricette insolite a fine anno dal curioso titolo Capasanta subito.

Com'è la vita di un aspirante Masterchef vista da dietro le telecamere?
«
Devo ammettere che mi sono divertito molto e che ho anche scherzato molto con i miei compagni di avventura, mentre Tiziana, l'avvocato, tesseva tutte le sue strategie! In realtà le giornate erano abbastanza piene e non avevamo molti rapporti con i giudici, a parte il momento in cui venivano in trasmissione. La giornata tipo iniziava presto e c'erano spesso momenti di tensione, in certi casi anche di panico. Mi ricordo che un giorno abbiamo aspettato per ore che arrivasse una cernia da cucinare. La trasmissione era blindata, non potevano uscire informazioni, e passavamo anche tre o quattro ore impegnati negli assaggi o con le Mistery Box. La cucina ha cambiato la mia vita, soprattutto dopo l'esperienza di Masterchef».

Quali sono le vere difficoltà nel cucinare?
«
Durante la trasmissione ho rischiato molto, ma non ho cambiato il mio modo di cucinare. Secondo me la fantasia deve arrivare prima di tutto, anche se a Masterchef vince la furbizia».

Ma i giudici sono davvero così severi?
«
I giudici sono severi con i piatti e non con le persone. Hanno sicuramente un grande carisma. Carlo è il più umano di tutti, Bastianich è una star planetaria ed è crudele con chi si merita di esserlo».

Che qualità deve avere un concorrente di Masterchef?
«
Deve essere una fucina di idee, deve avere buon gusto e palato. Non essere mai scontato o banale. Essere se stesso e non abbattersi. Solo così può pensare di lasciare il segno».

Quali sono stati i tuoi rapporti con gli altri concorrenti?
«
Come si sa, ho avuto un grande rapporto con Andrea, con cui sto continuando un percorso di collaborazione lavorativa. Gli altri concorrenti sono stati complici di qualcosa di meraviglioso: ho condiviso con loro dei momenti bellissimi. Ora sono rimasto amico di Marika, Michela e Paola».

Qual è stata la sfida più difficile?
«
L'esperienza con Alain Ducasse è stata sicuramente un momento terribile!  Oltre a questa, il momento della finale è stato particolarmente duro: ho ascoltato troppo gli altri e ho sbagliato».

Perché sei arrivato secondo e quanto ti è costato personalmente?
«
Ho voluto rischiare e mi sono emozionato. Anche se intorno avevo molte persone che mi sostenevano. Rispetto comunque Tiziana, la vincitrice, perché è una donna molto intelligente: mi ha insegnato a "stare sempre sul pezzo". Mi è spiaciuto molto non vincere la sfida perché, se fossi stato il vincitore, sarebbe stata la vittoria della fantasia sulla razionalità».

Qual è stato un momento particolare, più segreto, che ti ricordi e che non è passato in tv?
«
Il momento più segreto è stato anche il momento più toccante. Quando alla finale sono arrivato secondo, tutti sono stati zitti e non hanno battuto le mani, ma si sono avvicinati e mi hanno salutato toccandomi le spalle in segno di solidarietà».

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