Anche l’acqua vuole la sua parteScegliere il vino in base alle pietanze viene abbastanza automatico: eppure bisognerebbe fare lo stesso anche con l’acqua, perché persino quest’ultima contribuisce a valorizzare i singoli piatti e a garantire il successo generale di una cena. Lo sa bene Simone Rugiati, chef e testimonial scelto dal Gruppo Sanpellegrino per www.perchebuona.it, il sito che offre consigli sulla scelta e la degustazione dell’acqua minerale. E allora come regolarsi per fare un figurone? Ecco alcuni consigli. Occhio alla temperaturaIl “sapore” dell’acqua varia leggermente in base alla temperatura, spiega Simone Rugiati. «In genere, a temperatura ambiente l’acqua minerale sembra più dolciastra. Perciò il consiglio in vista di cene che si prospettano lunghe è quello di tenere l’acqua – così come il vino bianco – al fresco, ma senza esagerare (no, quindi, all’acqua ghiacciata). E di servirla a tavola in bottiglie o recipienti di vetro, perché in tal modo è più facile conservarne la temperatura».
Acqua minerale per menu avvolgentiOgni tipologia di acqua si presta ad accompagnare e valorizzare determinate pietanze. «Premesso che ognuno ha i propri gusti in fatto di acqua – precisa Simone Rugiati – posso comunque dire che più un piatto è sostanzioso e più è preferibile “pulire” e “sgrassare” la bocca con un’acqua minerale leggermente gassata. Farlo aiuta anche a non stancare il palato e a proseguire nella degustazione delle portate successive: un risultato più difficile da ottenere bevendo un’acqua minerale naturale, soprattutto se dal sapore particolarmente gessato. Qualche esempio pratico? Acqua naturale per piatti di pesce, acqua frizzante per carni in umido o ricette con salse avvolgenti (ma anche con crostacei o crudi di pesce)».
Quale acqua con i dolci?Allo chef Simone Rugiati abbiamo chiesto anche quale acqua usare per accompagnare i dolci. «Con quelli per così dire più “spugnosi” io vedrei bene un’acqua naturale. Con quelli più avvolgenti, tipo i dolci a base di creme o budini, sceglierei invece un’acqua frizzante. Comunque io direi di fare attenzione all’acqua soprattutto all’inizio della cena, perché è quello che si beve insieme alle prime portate che induce a un maggiore o minore senso di sazietà o pesantezza. Al momento dei dolci, i giochi sono praticamente fatti e quindi, a mio avviso, l’importanza dell’acqua diventa secondaria».
Bollicine dall’inizio alla fine della cenaL’acqua frizzante, con il passare del tempo, tende a perdere la sua natura gassata e questo è un dato da tener presente nel caso di cene lunghe. «E allora il consiglio per preservare le bollicine – afferma Rugiati – è quello di tappare sempre la bottiglia dopo aver versato l’acqua nel bicchiere. Ricordarlo suona banale, eppure è facile trascurare questo dettaglio, soprattutto quando si sta a tavola con tante persone e diventa più facile perdersi in piacevoli chiacchiere. Altra piccola dritta: usare bicchieri più stretti nella parte alta: rispetto agli altri, aiutano a non far disperdere le bollicine».
Bicchieri “perfettamente” pulitiAl successo dell’acqua concorre anche il tasso di pulizia del bicchiere. «Per avere risultati ottimali – spiega lo chef Simone Rugiati – io suggerisco di non mettere in tavola bicchieri presi dalla lavastoviglie, perché potrebbero riportare l’odore del brillantante. Meglio usare bicchieri lavati a mano e con pochissimo detersivo (o, in alternativa, quelli presi dalla lavastoviglie, ma comunque sciacquati al volo sotto l’acqua corrente). Un ulteriore consiglio per fare bella figura e sfoggiare bicchieri assolutamente lucidi? Asciugarli subito dopo averli lavati o con un panno (tipo il tovagliolo del ristorante) o con il vapore, per esempio quello di una teiera».
Degustare prima di servireLo chef Simone Rugiati invita anche a degustare l’acqua prima di servirla a tavola. Possibilmente al mattino, a stomaco vuoto (e non subito dopo aver bevuto caffè o tè, né dopo aver mangiato, fumato o masticato gomme). Ma come si degusta l’acqua e cosa bisogna notare? Simone Rugiati invita a valutare la “freschezza”, l’assenza di particelle anomale, l’odore e il sapore. Per saperne di più sulle acque minerali e le loro caratteristiche - da riconoscere e valutare - si possono leggere i consigli riportati nel sito del Gruppo Sanpellegrino: http://www.perchebuona.it/pages/degustare.aspx