Il Mongol Rally è una maratona automobilistica
dall'Italia alla Mongolia, attraverso sedici Paesi
e 16mila chilometri. Sembra stremante, eh? Ora immaginate di
parteciparvi con una gamba ingessata e due polsi doloranti.
Impossibile? Non per Paolo Caprotti che, da anni,
sogna di affrontare questa sfida. E ai sogni non si rinuncia,
neppure se la sorte mette sulla tua strada ostacoli imprevisti.
Così, due settimane dopo che un furgone ha atterrato lui e la sua
motocicletta sull'asfalto milanese, Paolo decide di partire
comunque per Ulaanbaatar (o Ulan Bator). Lo doveva
a se stesso, lo doveva ai suoi due compagni di viaggio,
Livio Begni e Daniele Gioffrè, lo doveva ai suoi
figli e a quelli di molte altre persone.
Già, perché quest'avventura non è fine a se stessa, ma ha come
obiettivo di raccogliere lungo il percorso fondi da devolvere a
Save The
Children e Lotus
Children.
Il tragitto
Sabato Paolo e Livio sono partiti da Monza (Daniele li raggiungerà
strada facendo) con una Citroën C3 Picasso 1.4 benzina diretti a
Praga.
Dalla capitale ceca oggi, lunedì 16 luglio, partono 879
"adventurists" che compongono i trecento equipaggi del
Mongol Rally. Il percorso non è prestabilito, ma pianificato dai
partecipanti.
I nostri tre padri avventurosi l'hanno preparato con l'aiuto dei
loro figli e segue la Via della Seta fino all'Iran, per poi
proseguire attraverso le ex repubbliche sovietiche e la
Russia.
La meta finale è Ulaanbaatar e per raggiungerla
hanno a disposizione cinque settimane, in cui si confronteranno con
differenti lingue, culture, tradizioni, paesaggi, situazioni
politiche... E strade mai viste che i nostri affronteranno alla
vecchia maniera: bussola e cartina alla mano, perché
navigatori satellitari, Gps e qualunque ausilio elettronico è
vietato dall'organizzazione.
Sono consentiti, invece, tre cambi d'abito a testa, attrezzatura
da campeggio e scorte d'acqua e benzina.
Se riusciranno ad arrivare a Ulaanbaatar nel tempo massimo
consentito, i partecipanti metteranno all'asta le auto che li hanno
accompagnati in questa incredibile avventura e il ricavato verrà
devoluto alla Croce Rossa locale.
Style.it viaggia con loro
Paolo, che di professione fa l'agente pubblicitario ma che è anche
un abile fotografo, ha accettato con l'entusiasmo che lo
caratterizza l'invito di Style.it a immortalare alcuni momenti di
questo incredibile viaggio per consentire anche a noi, che non
siamo avventurose come lui, di conoscere i visi che incontrerà
lungo il percorso.
Vuoi salire a bordo?
Se volete contribuire anche voi ad aiutare tanti bambini, potete
fare una donazione all'associazione che Paolo, Livio e Daniele
hanno creato ad hoc e che si chiama "Hb Uniti da un sogno" (Iban
IT36K0335901600100000067071).
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