24/05/12 - Aggiornato: 0.09
Di Stefania Foti
Voglia di tatuaggi e poi ci si pente. Ebbene adesso non sono più un problema: bastano alcune sedute di laserterapia per eliminarli
Tatuaggi e pentimento
Dopo 20 anni di crescita costante parlare di moda è fuori luogo: i tatuaggi sono entrati a pieno diritto nella classe più elevata del fenomeno socio-culturale. Tra i tatuaggi più richiesti resistono gli intramontabili tribali, geometrici ghirigori con cui si adornavano i guerrieri maori, gli ideogrammi e i segni per ricordare indelebilmente un evento. E' anche in aumento il numero delle persone che per abbellire un tratto della fisionomia utilizza i tatuaggi cosmetici su contorno labbra e occhi. Di pari passo, però, cresce anche la voglia di eliminare l'inchiostro dalla pelle forse perché ci si è stancati di vedere i soliti ideogrammi dal significato astruso , o si vuole cambiare un tema che non è più di moda, oppure semplicemente perché si vuole ripristinare la pelle al naturale. E sono soprattutto le giovani a "pentirsi" che accostandosi al mondo del lavoro hanno voglia celare i segni della passata irrequietezza al probabile datore di lavoro perché incredibilmente ancora oggi il tatuaggio in alcuni ambienti è simbolo di uno stile di vita trasgressivo. Ebbene adesso non sono più un problema: bastano alcune sedute di laserterapia per eliminare i tatuaggi.
Nel dettaglio
Per modificare il proprio look bisogna attendere la fine dell'estate. La zona da trattare non può assolutamente essere esposta ai raggi ultravioletti. Eliminare un tatuaggio è un percorso molto più lungo, fastidioso e costoso di quando ce lo si fa imprimere. Infatti sono necessarie diverse sedute, dalle 4 alle 5, che si devono distanziare l'una dall'altra di alcune settimane, il costo è di circa 200 euro a seduta e la sensazione che si avverte è simile allo schiocco di un elastico sulla pelle. Un tempo per cancellare i tatuaggi si utilizzava l'abrasione della zona colorata. Ma adesso questa tecnica è completamente superata poiché può lasciare cicatrici evidenti nella zona di intervento e si interviene con l'annullamento del pigmento attraverso il laser.
Attenzione a chi lo pratica
Per ottenere un risultato finale ottimale e per evitare possibili complicazioni è fondamentale affidarsi ad un medico chirurgo preparato, serio e competente e le sedute devono essere effettuate in una struttura affidabile per la sicurezza del paziente. E' importante orientarsi, dunque, verso uno specialista per evitare delusioni e sgraditi postumi. Il medico che usa il laser deve essere esperto nell'utilizzo del laser e ben attrezzato per garantire un buon risultato. Il laser, infatti, deve essere tarato sul colore che si vuole togliere, quindi i tatuaggi con più colori, resi possibili dai moderni strumenti dei tatuatori di professione, impongono una conoscenza approfondita delle lunghezze d'onda dei laser da impiegare. Il laser giusto colpisce il colore e sgretola il tatuaggio che poi viene eliminato dalla pelle.
La novità: laser di ultima generazione
Si chiama laser Q-switch, l'ultima novità in grado di eliminare i tatuaggi senza lasciare cicatrici dopo il trattamento. «Questo laser utilizzando una lunghezza d'onda di 532 o 1064 - spiega il professor Pietro Lorenzetti, direttore scientifico dell'Istituto Villa Borghese Institute di Roma e specialista in chirurgia plastica ed estetica - e può trattare quasi tutti i tatuaggi e gran parte delle lesioni. Vengono usati due tipi di laser Q-switched: ND-yag e Alessandrite. In genere si possono ottenere buoni risultati su tutti i tatuaggi, fatta esclusione per i colori chiari e le tinte pastello (rosa, verde, azzurro). Se il pigmento depositato è di cospicua entità e la profondità è eccessiva, possono rendersi necessarie molte sedute e la rimozione non può essere garantita." E continua: "Nella rimozione di un tatuaggio è importante, dunque, tenere presenti alcuni fattori quali i colori, la profondità del pigmento e da quando tempo è stato fatto. I vantaggi della cancellazione dei tatuaggi con il laser, a differenza delle metodiche precedenti, sono rappresentati da una minor invasività del trattamento, assenza di cicatrici, minori tempi di recupero e assenza di anestesia».
Come avviene l'intervento
Come già anticipato ci vogliono alcuni mesi per completare il ciclo di sedute soprattutto se la lesione copre una vasta area. Solitamente prima del trattamento laser si richiede al paziente di evitare l'esposizione al sole e alle lampade UVA, così come gli si chiede di non assumere farmaci fotosensibilizzanti. Gli effetti del trattamento laser si traducono in uno sbiancamento del tatuaggio. Il laser non rilascia calore sulla pelle e quindi non provoca alcuna cicatrice. Tuttavia, la cute può reagire ustionandosi all'intensità luminosa. Proprio per questo è fondamentale che il medico richieda un esame preliminare per accertarsi del grado di fotosensibilità della persona cosicché da escludere che la pelle non sia troppo suscettibile al laser e reagisca con scottature. Dopo il trattamento il medico solitamente prescrive una pomata antibiotica da utilizzare per alcuni giorni e durante la fase di riepitelizzazione è vietato esporsi direttamente ai raggi solari e bisogna proteggere per diverso periodo la pelle con filtri solari a schermo totale.