L'arte? Un gioco da ragazzi!

03 gennaio 2010 

Metti una sala piena di videogiochi. E un gruppo di artisti che non ha mai dimenticato cosa vuol dire essere bambini. Ecco la miscela ludica della mostra Play Station a Treviso, che si divide fra Ca' da Noal e e lo Spazio Paraggi. C'è proprio tutto in questa iniziativa: dai giocattoli semplici di una volta a quelli elettronici decisamente anni '80, fino a quelli digitali del XXI secolo.

Sono in mostra fino al 17 gennaio le creazioni d'arte di questi inventori che analizzano con il loro linguaggio una delle modalità più universali e più antiche di apprendimento, il gioco: i giocattoli-Frankenstein e i "mobile" tradizionali di Chiara Lecca, la rivisitazione interattiva di un gioco sud tirolese di Thomas Feuerstein, i giochi in metallo riciclato di Francesco Bocchini, i "cromosomi" colorati e complicati di Enrico T. De Paris, il videogame che mostra una guerra simulata ispirata allo sbarco dei clandestini sulle coste pugliesi di Antonio Niello, il vecchio-nuovo videogioco del ping pong del gruppo austriaco ZugZwangZukunft.

Correlata alla mostra, e programmata per gennaio (data in via di definizione), la conferenza Design e gioco condotta da Gianluigi Pescolderung dell'Università IUAV.

Info in pillole
Cosa: Play Station - Mostra collettiva d'arte, gioco e videogioco
Dove: Treviso, Ca' da Noal (Ca' Robegan), via Canova 38 e Spazio Paraggi, via Pescatori 23
Quando: fino al 17 gennaio, Ca' da Noal da martedì a domenica 9.30-12.30 / 14.30-18, Spazio Paraggi da martedì a venerdì 10-12.30 / 16-19.30, sabato 16.00-19.30
Ci piace perché: arte e gioco sono sempre più simili, perché non fonderli? Una mostra per grandi e piccini.

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