Il mondo a testa in giù di Voges

11 gennaio 2010 
<p>Il mondo a testa in giù di Voges</p>

L'espressione del viso è assolutamente innaturale, la bocca sembra segnata da una smorfia di sofferenza, mentre gli occhi sono paradossalmente distinti dalle rughette tipiche di un sorriso. Perché? Semplice. I soggetti ritratti dal fotografo americano Brandon Voges nel progetto Upside Downy Face sono tutti a testa in giù.

Niente di particolarmente complicato: i modelli sono appesi a una struttura basculante e legati all'altezza dei piedi.

Non manca un sapiente lavoro con spazzola e gel per evitare che i capelli si possano muovere, poi la struttura viene attivata da un motore e per pochi secondi avviene il capovolgimento. A questo punto la gravità fa il resto.

Brandon Voges lavora per lo studio Bruton Stroube di Saint Louis nel Missouri e si occupa spesso di soggetti per la pubblicità. Il suo set Upside Downy Face è un lavoro sul concetto di fisionomia, che viene del tutto deformata dalla gravità, come se il mondo fosse girato al contrario.

Per realizzare la galleria di immagini sono stati utilizzati 107 soggetti per un totale di 242 scatti (e 327 lattine di birra).

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