Locke, lo scultore dei fossili tecnologici

08 gennaio 2010 
<p>Locke, lo scultore dei fossili tecnologici</p>

Immaginate un futuro lontanissimo. Tra le tracce della nostra civiltà resteranno dei ruderi, qualche segno poco distinto e sicuramente molti fossili. Animali, insetti e qualche oggetto di uso quotidiano, magari, perché no, cellulari o videogiochi, videocassette e mangianastri.

Chistopher Locke è un artista statunitense che ha compiuto un viaggio nel futuro per noi. Scolpisce fossili tecnologici e ce li rende, classificandoli con una accuratissima denominazione latina.

Il telefono a disco è il Deferovoculae circumdactylos, la musicassetta è definita come Asportatio acroamatis, il floppy disc fossile è un Repondicium antiquipotacium.

I fossili sono pesanti, opachi ed emergono dalla materia con una forza quasi ostinata. I graffi e le ammaccature sono il segno di una lotta contro il tempo e il suo oblio.

Ogni opera è creata con oggetti presi in prestito dal Museo del computer di Austin, in Texas, dove vive, che vengono utilizzati per realizzare il calco ottenuto con una miscela di gesso, sabbia e altri detriti.

Nel sito internet dell'artista ogni fossile ha una breve ma accurata storia: ci sono le date della comparsa, il periodo di massimo utilizzo e non manca il racconto dettagliato sull'estinzione dei "reperti".

Chistopher è nato a Washington alla fine degli anni Settanta, e ha studiato arti visive e scultura alla George Washington University. Ci racconta che il suo lavoro nasce e si sviluppa nell'inconscio: mette in scena la frenesia consumistica che caratterizza il nostro tempo.

Una tecnologia così veloce che in pochi anni si esaurisce e si ferma, proprio come un fossile.

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RISULTATI
giulia bianchi 83 mesi fa

molto interessante e logico

luigi 83 mesi fa

Davvero interessante, buona occasione per scroprire un giovane artista da seguire. Grazie

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