Le visioni a colori di Philip Taaffe

18 gennaio 2010 

Repetita iuvant. Sembra questo il motto di Philip Taaffe, artista americano che fa della ripetizione geometrica un credo e uno stile. La Gagosian Gallery di New York fino al 20 febbraio gli dedica la sua prima mostra esclusivamente dedicata alla produzione dei disegni.

A metà fra i mandala buddisti e la grafica digitale, i lavori di Taaffe sono tecnici e colorati.

I suoi disegni infatti, composti sia su carta che su tela (questi ultimi non presenti nell'esposizione), sono basati sulla tecnica della marmorizzazione, o paper marbling.

Questo procedimento imita una superficie marmorea grazie all'utilizzo di colori ad olio e la ripetizione di un motivo, più o meno astratto, che crea un disegno artistico ipnotizzante fatto di simmetrie infinite.

In un'evoluzione naturale del processo creativo, Taaffe ha esplorato anche la tecnica del paste paper, o decalcomania: utilizzata fin dal diciottesimo secolo per decorare le copertine dei libri, consiste nel mescolare i colori per la pittura con della farina, stenderli ed "inciderli" con diversi oggetti (pettini, spazzole) che, passati ripetutamente sulle superfici, diventano decorazioni artistiche.

L'artista dimostra che si possono rivisitare in maniera originale tecniche già utilizzate in passato: queste geometrie, che viste da vicino dichiarano tutta la loro complessità, agli occhi dello spettatore diventano "colori galleggianti" su carta, bellissimi ed emozionanti.

Cosa: Philip Taaffe: Works on Paper, mostra d'arte contemporanea
Dove: New York, Gagosian Gallery, 555 West 24th Street
Quando: fino al 20 febbraio; da martedì a sabato, 10.00-18.00

Ci piace perché: la mostra è colorata, invitante, quasi riscalda. E arriva dritta al cuore, senza bisogno di tante spiegazioni.

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