Il viaggio nella decadenza di Julia Solis

18 gennaio 2010 

Ci sono i palchi e i tendoni del sipario, le lunghe file di seggiolini vuoti, lampadari penzolanti, vecchie scenografie ormai in frantumi, polvere, calcinacci e stucchi fastosi sbriciolati dal tempo e dalla dimenticanza.

Il viaggio della fotografa newyorkese Julia Solis si snoda tra decine di teatri abbandonati in giro per gli Stati Uniti: teatri ma anche mastodontiche sale da ballo di grandi alberghi e quelle cinematografiche all'interno di scuole o carceri. Quarantatre immagini raccolte in cinque anni che ci raccontano la decadenza di un'epoca, di un modo di vivere, magari semplicemente il fallimento di un progetto artistico o economico.

Luoghi eletti all'incontro tra gli uomini, alla celebrazione e alla condivisione delle arti ora appaiono distrutti e vuoti, privati del loro pubblico. L'impressione straordinaria nello scorrere delle fotografie è che questi palchi, persi nella propria polvere e desolati, abbiano ancora una forte espressività, come se si trattasse, in fondo, soltanto di una nuova messa in scena. L'obbiettivo di Julia Solis ce li fa sbirciare come se fossimo spettatori fuori lista, che da qualche fessura riescono a guardare questo nuovo spettacolo di decadenza. Ages of Decay.

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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

Fiorella 83 mesi fa

Leggendo l'articolo e guardando le foto, ci si sente davvero spettatori senza biglietto, un po'invasivi e invadenti, ma rattristati dal decadimento e dall'assenza: c'è solo la scena, non più calpestata e viva. E' la cultura che è morta! Bello il pezzo, invogliante ed efficace! Fiorella

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