Ci sono i palchi e i tendoni del sipario, le lunghe file di
seggiolini vuoti, lampadari penzolanti, vecchie scenografie ormai
in frantumi, polvere, calcinacci e stucchi fastosi sbriciolati dal
tempo e dalla dimenticanza.
Il viaggio della fotografa newyorkese Julia
Solis si snoda tra decine di teatri abbandonati in giro
per gli Stati Uniti: teatri ma anche mastodontiche sale da ballo di
grandi alberghi e quelle cinematografiche all'interno di scuole o
carceri. Quarantatre immagini raccolte in cinque anni che ci
raccontano la decadenza di un'epoca, di un modo di vivere, magari
semplicemente il fallimento di un progetto artistico o
economico.
Luoghi eletti all'incontro tra gli uomini, alla celebrazione e
alla condivisione delle arti ora appaiono distrutti e vuoti,
privati del loro pubblico. L'impressione straordinaria nello
scorrere delle fotografie è che questi palchi, persi nella propria
polvere e desolati, abbiano ancora una forte espressività, come se
si trattasse, in fondo, soltanto di una nuova messa in scena.
L'obbiettivo di Julia Solis ce li fa sbirciare come se fossimo
spettatori fuori lista, che da qualche fessura riescono a guardare
questo nuovo spettacolo di decadenza. Ages of Decay.