I fiori di vetro di Beth

22 gennaio 2010 
<p>I fiori di vetro di Beth</p>
PHOTO AARON IGLER -

Benjamin Genocchio del New York Times ha definito lei una delle artiste contemporanee più entusiasmanti fra quelle che lavorano il vetro e il suo Peach and Tulip Centerpiece la punta di diamante della collettiva sul vetro See Through all'Islip Art Museum (provincia di New York), che resta aperta fino al 24 gennaio.

Beth Lipman, artista americana classe 1971, di mestiere dà vita al vetro. Il suo sito internet è un'esplosione di trasparenze e contrasti che arrivano al cuore attraverso le immagini sole, senza nessun "artist statement" a spiegare la poetica del lavoro, solo la bellezza dei materiali e la prova di un'esecuzione perfetta.

Uno dei soggetti che ricorrono sono le sculture che riprendono quadri del 17esimo e 18esimo secolo e ricordano la perfezione dei dipinti della scuola fiamminga e olandese. Se non fossero trasparenti quasi quasi le morderesti, quelle pesche, e sembra strano non percepire il profumo bagnato dei tulipani.

I suoi sono quadri tridimensionali, creati con la stessa cura di un pittore che sceglie i dettagli, la luce, i profili. Ma è soffiata nel vetro, invece, l'anima di questi oggetti lucidi e opachi, ai quali la Lipman restituisce il simbolismo di un tempo: i fiori, nelle nature morte dipinte, erano anticamente simbolo di fragilità umana e mortalità.

Rivisitate nel 21esimo secolo queste opere riflettono il messaggio decadente di allora. Acquistano però la gioia che solo il vetro nella sua leggerezza può dare, regalando l'immortalità di un'eterna primavera.

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