Il lato... negativo della fotografia

19 febbraio 2010 

I contorni sono familiari anche se incorniciati in un trionfo di bianchi e neri che non trovano corrispondenza nella realtà: da Firenze a Roma fino a Pompei e al Vesuvio, i dagherrotipi e le fotografie in negativo su carta in mostra per la prima volta al Petit Palais di Parigi fino al 2 maggio ritraggono tutte l'Italia.

Il percorso della mostra, che conta ben 140 opere, parte dalla fotografia pionieristica con il dagherrotipo (fotografia non riproducibile ottenuta sviluppando l'immagine su una lastra di rame) focalizzandosi poi sull'utilizzo del talbotipo o calotipo (William Henry Fox Talbot, 31 gennaio 1939) che utilizza la carta, e non il metallo, per fissare l'immagine. La possibilità di ottenere, partendo da un negativo, delle copie dall'originale e di poter calibrare le tonalità dell'immagine al momento della stampa rendono questa tecnica particolarmente adatta ai paesaggi, ai monumenti e alla natura.

Perfetta, quindi, per l'ltalia: nella metà del XIX secolo a Roma fotografi italiani come Giacomo Caneva, o appassionati dell'Italia, come Alfred-Nicolas Normand, si appassionano al negativo su carta.

Tra il 1840 e il 1860 nasce anche il turismo: sono proprio francesi, tedeschi e inglesi, grazie al calotipo, a immortalare la bellezza del Paese e a farlo conoscere all'estero. Dal 1860 il calotipo viene soppiantato dalla tecnica del negativo su vetro, ma reportage come quelli di Vero Veraci e molti altri di allora hanno contribuito a scrivere la storia d'Italia (ancora prima della sua unità) e quella della fotografia.

Info in pillole
Cosa: Eloge du négatif. Les débuts de la photographie sur papier en Italie, 1846-1862
Dove: Parigi, Petit Palais, Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris, Avenue Winston Churchill
Quando: fino al 2 maggio, da martedì a domenica dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì
Ci piace perché: sono tutti inediti, e che inediti!

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