Effetto Macro per l'arte digitale

04 marzo 2010 

Multisensoriale, contemporanea, interattiva, interdisciplinare, tecnologica, avveniristica, internazionale: è questa l'arte di DigitaLife esposta al nuovo spazio del Museo d'Arte Contemporanea (MACRO) fino al 2 maggio.

Tributo alle contaminazioni fra tecnologia, nuovi media ed espressioni d'arte contemporanee, il percorso espositivo nel nuovo spazio espositivo la Pelanda (ex-mattatoio), presenta al pubblico tutte opere inedite per l'Italia, molte delle quali in anteprima europea, se non mondiale, con installazioni e proiezioni video di ultima generazione che dimostrano la vivacità della creatività internazionale.

In anteprima mondiale, La Dispersion du Fil di Jean Michel Bruyère esplora tutte le potenzialità del sistema AVIE, un ambiente di visualizzazione e sonorizzazione interattivo che grazie alle tecnologie d'avanguardia coinvolge lo spettatore a 360 gradi.

Stesso mezzo viene utilizzato da Ulf Langheinrich che con Alluvium_2010 confluisce immagini e audio in un'atmosfera fluida.

Di grande effetto anche l'installazione di LED verdi e pesi di varie misure di Erwin Redl, Matrix II_2000, per la prima volta esposto in Italia. Lo spettatore, immerso in una luce soffusa che lo pervade, realizza la potenza e la bellezza delle nuove tecnologie computerizzate.

La sintesi creativa delle menti di Ryuichi Sakamoto, compositore giapponese, e del video artista Shiro Takani dà vita a LIFE-fluid invisibile inaudibile_2008, uno spazio completamente buio di 9 vasche quadrangolari di vetro trasparente dove "giocano" acqua e nebbie artificiali sospese sulla testa degli spettatori a 2 metri e 40 da terra. All'interno di ogni cubo, filmati, spezzoni di film, immagini riprodotte con sistemi sofisticati.

Christian Partos, invece, propone un gioco di parole nel titolo della sua performance: M.O.M. infatti, si riferisce alla tecnologia utilizzata per riprodurre l'immagine al centro della rappresentazione: cinquemila specchi rifrangenti (Multi Oriented Mirror) opportunamente illuminati riproducono su una parete vuota il ritratto della madre dell'artista, venuta a mancare nel 1996.

Grazie alla tecnologia di oggi e il sapiente binomio di arte e scienza che sembra progredire sempre più in fretta, l'arte contemporanea sembra quasi, già, arte del futuro.

Info in pillole

Cosa: DigitaLife - mostra d'arte digitale contemporanea
Dove: Roma, La Pelanda - MACRO (ex-mattatoio), ingresso piazza Orazio Giustiniani 4
Quando: fino al 2 maggio, da martedì a domenica, dalle 16 alle 24, chiuso il lunedì e il 1 maggio

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