Nove donne, nove fotografe che dalla metà del XIX secolo a oggi
hanno cambiato la visione del mondo grazie alla loro creatività e
sensibilità. Women Photographers, in mostra alla Galleria Carla Sozzani di
Milano (corso Como 10) fino al 3 aprile, è una
finestra sul mondo dell'universo femminile, ma soprattutto
un'occasione per rivivere almeno in parte la storia della
fotografia.
Lo stile di Sarah Moon (1940) diventa
riconoscibile grazie alle campagne pubblicitarie per Cacharel.
Collabora con Harper's Bazaar, Nova,
Vogue, Elle e Stern. È la prima
fotografa donna a lavorare per il calendario Pirelli nel 1972.
Lillian Bassman (1917) negli anni '60 promuove
invece la carriera di Richard Avedon, Robert Frank, Arold Newman.
Oggi ultranovantenne, lavora con la fotografia digitale e i colori
astratti.
Frauke Eigen (1969) nel 1996 viene nominata
Photographer of the year dalla London Association of
Photographers. I soggetti che ritrae hanno sempre gli occhi chiusi
e stabiliscono così, paradossalmente, un legame intimo con chi li
osserva.
Tra i ritratti di Louise Dahl-Wolfe (1895-1989)
ci sono Mae West, Cecil Beaton, Orson Welles, Edward Hopper,
Colette e Josephine Baker. La fotografa è conosciuta anche per aver
influenzato Richard Avedon e Irving Penn.
E poi Francesca Woodman (1957-1981), lei stessa
modella di molti suoi scatti, la fotografia come cura temporanea da
un disagio che la porterà a togliersi la vita giovanissima,
Deborah Turbeville (1938), San Pietroburgo la sua
fonte d'ispirazione, Sheila Metzner (1939), che ha
ricevuto l'International Center of Photography Infinity Award e il
Best Print Advertising Campaign Award, Annelies
Strba (1947), con un talento fotografico incredibilmente
narrativo, Leni Riefenstahl (1902-2003) che ha
amato così tanto il suo lavoro da sacrificare la vista, dedicando
una vita alla ricerca del bello.
Info in pillole
Cosa: Women Photographers, mostra
collettiva
Dove: Milano, Galleria Carla Sozzani, Corso Como
10
Quando: dal 14 marzo al 3 aprile, martedì,
venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 19.30, mercoledì e
giovedì dalle 10.30 alle 21, lunedì dalle 15.30 alle 19.30.
Ingresso libero.
Ci piace perché: è una fotografia nostalgica ed
emozionale, d'altri tempi.
(nella foto "Liz Gibbons as photographer" di Louise Dahl
Wolfe, 1938)