Le cose che siamo al Triennale Design Museum

29 marzo 2010 
<p>Le <em>cose che siamo</em> al Triennale Design Museum</p>

(da sinistra Olivetti Lettera 22 con custodia di Indro Montanelli, Archivio Fotografico Triennale Design Museum © photo Amendolagine-Barracchia; ZPZ Partners, Dino Soft, PLAY+; Alessandro Ciffo, Damien, 2009; caffettiera Mach di Serafino Zani)

Dal 27 marzo 2010 al 27 febbraio 2011 il Triennale Design Museum presenta il nuovo percorso che ha come filo conduttore le storie nascoste negli oggetti del design italiano. Eloquente il titolo: Quali cose siamo.

«Ogni oggetto è un filo - spiega Davide Rampello, Presidente della Triennale di Milano -  e tutti insieme costituiscono la trama e l'ordito di un velo che nasconde i rapporti sociali. Gli oggetti parlano, dicono molto di noi, di chi siamo e di cosa vorremmo essere. Eppure conducono un'esistenza autonoma. Come nelle fiabe, quando si spegne la luce e il mondo delle cose prende vita».

Ecco quindi che il museo non «mette in scena» oggetti icona per ricordarne il mito ma perché racchiudono una storia: così è, ad esempio, per la macchina da scrivere Olivetti Lettera 22, presente ma solo perché è proprio quella usata da Indro Montanelli. Così come Ettore Sottsass non c'è con uno dei suoi oggetti passati alla storia ma con un ritratto a figura intera in costume adamitico realizzato dal pittore-designer Roberto Sambonet.

Interessante la sintesi di questa esposizione data dal suo curatore scientifico, il designer Alessandro Mendini: «si potrebbe definire questo un museo a flipper. Il gioco di una pallina che rimbalza da un oggetto a un altro che la spinge verso un altro per 500 volte, fino a entrare in buca in cui ogni visitatore gioca il suo personale gioco di attenzione».

Una curiosità: fra i tanti oggetti selezionati ed esposti nel museo, 80 sono contrassegnati da un numero rosso. Sono gli oggetti "a misura di bambino" che potrà tracciare e inseguire tracce, piste o percorsi diversi in compagnia di Frisello, il personaggio creato da Triennale Design Museum a far da guida al piccolo visitatore.

Accanto a questo palcoscenico di sollecitazioni il cui allestimento è stato affidato al francese Pierre Charpin, il Triennale Design Museum continua a indagare, nello spazio del CreativeSet gestito in collaborazione con MINI, il Nuovo Design Italiano. Prima mostra in programma, designoftheotherthings, a cura di Stefano Maffei, che mette in scena alcune dimensioni interessanti e problematiche del fare ricerca alternativa in Italia. Seguiranno poi alcune mostre dedicate di volta in volta a designer come Odoardo Fioravanti, Carlo Contin, Donata Parruccini e JoeVelluto.

Negli altri spazi del Palazzo dell'Arte di viale Alemagna, Triennale Design
Museum dedica una grande retrospettiva a Marco Ferreri, il progettista che fa da cerniera fra la generazione dei Maestri e la "Nouvelle Vague» attuale.

Durante il Salone del Mobile, inoltre Triennale Design Museum lancia in Bovisa,
insieme alla NABA, la I edizione del Compasso di Latta (14 aprile - 30 maggio), da un'idea di Riccardo Dalisi e di Alessandro Guerriero: concorso, workshop e mostra dedicati soprattutto ai prodotti ecosostenibili realizzati nelle varie regioni del mondo.

E non è finita. Space Age Lights, dal 12 maggio al 5 settembre 2010, è la mostra dedicata anche alla lampada da tavolo degli anni a cavallo tra la fine dei '60 e l'inizio dei '70.

Infine, a gennaio 2011 una mostra sul graphic design internazionale contemporaneo, a cura di Giorgio Camuffo.

Info in pillole:

Cosa: Quali cose siamo, mostra di design
Dove: Triennale Design Museum, viale Alemagna 6
Quando: 27 marzo 2010 - 27 febbraio 2011

Direttore: Silvana Annicchiarico
Cura scientifica: Alessandro Mendini
Progetto dell'allestimento: Pierre Charpin
Progetto grafico: Jean-Baptiste Parré
Catalogo: Electa

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