Piero Russi: «Il futuro della luce è nei led»

19 aprile 2010 
<p>Piero Russi: «Il futuro della luce&nbsp;è nei led»</p>

Lui non ama apparire ed è difficile farlo parlare di sé: preferisce - dice - farsi conoscere per quello che fa. Alcuni suoi lavori sono già candidati a passare alla storia del design, come Nautilus, il suo asciugacapelli coperto in gomma rossa, e Block, il tostapane pluripremiato, entrambi prodotti dalla Trabo. Quest'anno, al Salone del Mobile, Piero Russi, architetto italiano di 53 anni, ha presentato una lampada per FontanaArte.

Ma, sbaglio, o è da anni che lei lavora per FontanaArte?
«Sì, la prima lampada l'ho fatta nel 1995 e dal 1996 seguo, per il brand, gli allestimenti dei negozi in giro per il mondo e gli stand nelle fiere».

A proposito di Fiere, quest'anno, lei ha allestito anche il convegno Ufficio Fabbrica Creativa, all'interno del Salone. Uno strano allestimento: ce ne può parlare?
«Sì, volevo fare qualche cosa di diverso e allora ho fatto sedere le persone a tavola: ogni tavolo aveva 60 posti e tutti potevano guardarsi in faccia. Intorno, ho messo degli schermi su cui venivano proiettati gli interventi e i video relativi agli argomenti affrontati. Ho fatto sì che il clima fosse più sciolto e conviviale, che si avesse davvero la percezione di ciò di cui si stava parlando: lavoro sì, ma anche benessere».

Lei ha disegnato delle lampade. Il settore della luce sta vivendo una vera rivoluzione. Che cosa ne pensa?
«Il futuro sta nei led, ma a oggi sono ancora troppo costosi: vengono usati nell'illuminazione pubblica, ma non molto all'interno delle case. Credo che per ora parlare di led abbia una valenza mediatica più che reale. Ciò detto, è vero che, dopo la legge sul risparmio energetico, stiamo assistendo a un grande cambiamento: le lampadine fluorescenti, seppur ora un po' ridimensionate, sono comunque più grandi ed emanano una luce diversa rispetto a quelle a incandescenza a cui eravamo abituati. Si pensano così altri modi per filtrare la luce e il fatto che queste lampadine scaldino meno permette di pensare all'utilizzo di altri materiali... Vedremo: c'è ancora molto da indagare!».

Luci a parte, ha visto qualcosa al Salone del Mobile che l'ha colpita?
«Ho visto un prototipo di lavatrice presentato dall'Electrolux: funziona a ioni, senza acqua. Poi mi sono piaciute molto le cucine e i bagni della Riva 1920: i loro mobili in cedro avevano uno spirito antico, con un buon profumo...».

Altri suoi progetti in corso?
«Sto studiando delle nuove maniglie con Valli&Valli, che usciranno entro la fine dell'anno».

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RISULTATI
francesca 61 mesi fa

Bravo Piero come tutti i grandi sei rimasto semplice ti voglio bene francesca

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