Bambini digitali: sì, ma con cautela

22 novembre 2010 
<p>Bambini digitali: sì, ma con cautela</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Provate a mettere un cellulare nelle mani di un bambino: lui non penserà certo a telefonare ma comincerà a giocarci. Quelli che per noi sono strumenti di utilità quotidiana, per i più piccoli sono solo oggetti da scoprire. Un telefono, un computer, uno schermo touch-screen stimolano la curiosità e siccome il loro cervello è molto più elastico del nostro, spesso i più piccoli imparano a usarli prima e meglio di noi. Ecco perché, secondo gli ultimi dati Doxa 2010 sullo stile di vita di bambini e adolescenti, il 29% dei bambini a 5 anni sa già usare il pc e il 9% naviga tranquillamente sul web.

«Non c'è da stupirsi», spiega il teorico dei nuovi media Paolo Ferri, Professore Associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi Milano Bicocca e autore del libro Nativi digitali, che verrà pubblicato da Mondadori a gennaio. «I bambini ricevono mediamente il loro primo cellulare a 8-9 anni - continua - e imparano prestissimo a usare il computer. Si tratta di una nuova dimensione della realtà che può essere anche molto produttiva e meno pericolosa di altre».

L'autore, che insieme a Susanna Mantovani ha scritto anche Digital kids. Come i bambini usano il computer e come potrebbero usarlo genitori e insegnanti (Etas Editore, 256 pag., 19 euro), precisa però che è necessario che i più piccoli si avvicinino agli strumenti dell'era digitale seguiti da un adulto. «Il parental control è fondamentale - spiega - Io stesso ho un figlio di 7 anni e lo faccio giocare tranquillamente con il mio smart phone. Sa usare il computer già da un paio d'anni. Ma né io né mia moglie gli permettiamo di avvicinarsi a questi oggetti senza la nostra supervisione».

Stesso discorso per quanto riguarda Internet, un mondo pieno di stimoli così come di pericoli, che però è bene non enfatizzare: «Proprio con il libro Digital kids io e la Mantovani abbiamo condotto uno studio sul rapporto tra i bambini molto piccoli e la rete. È impossibile che un bimbo di 3 anni navighi liberamente. Cominciano ad avvicinarsi al web quando ne hanno almeno 5, e a quell'età il rischio di incappare in qualche malintenzionato in rete è pari a quello di trovarne uno ai giardinetti».
Considerando, ovviamente, che sia in rete che ai giardinetti i bambini devono essere accompagnati da un genitore.

Ma quanto e in che modo la digitalizzazione contribuisce alla loro formazione? «Contribuisce e limita come ogni altra cosa - conclude l'esperto - ormai il mondo è cambiato e sono cambiati gli strumenti che abbiamo a disposizione per viverlo. È stupido impedire a un bambino di approcciarsi a questa nuova realtà ed è stupido anche incoraggiarlo in modo eccessivo. Sensato è, semmai, predisporre degli ambienti dotati di nuove tecnologie e lasciar loro la possibilità di scegliere. Senza forzare nè negare». In medio stat virtus, dunque. Tanto che all'asilo nido Bambini Bicocca a Milano, nell'angolo del gioco simbolico, tra pupazzi e costruzioni, gli esperti hanno pensato di inserire anche i cellulari.

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