Bambini bilingue con una marcia in più

25 novembre 2010 
<p>Bambini bilingue con una marcia in più</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

In Italia nascono ogni anno 60mila bambini bilingue di seconda generazione e i minori che potenzialmente parlano due idiomi sono 850mila (dati SSLI, ottobre 2010). Siamo un Paese multietnico a tutti gli effetti, eppure di bilinguismo si parla e si scrive ancora poco. In Rete, però, esiste un blog, Bilingue per gioco, creato due anni fa da Letizia Quaranta, madre di un bambino che parla perfettamente italiano e inglese. «Ho sentito il bisogno di raccontare la mia esperienza - spiega a Style.it - perché crescere un figlio bilingue non è facile. Spesso le mamme che parlano due lingue cercano di trasmetterle in modo confuso, alternando nel corso della giornata la lingua madre e quella del Paese d'adozione, senza una routine. È invece importante avere un metodo, o meglio una metodica, e una routine. I bambini ne hanno bisogno, soprattutto da piccolissimi ».

Parlare quindi la lingua del genitore straniero per due ore al giorno, in fasce orarie stabilite, è ad esempio un buon modo per coltivarla. Oppure i genitori possono stabilire di parlarla a tavola, o mentre si gioca la sera, prima di andare a dormire. Ma perché è importante mantenere il bilinguismo, anche se la lingua in questione non è tra le più diffuse? «Per una questione di identità - continua Letizia -. Quando i bambini diventano adulti, il fatto di non conoscere la lingua paterna o materna viene percepito come una perdita».

Già, i genitori: secondo Letizia, sono loro il vero problema. «Le mamme di oggi sono molto apprensive - precisa - e, appena il bambino ha una difficoltà, danno la colpa al bilinguismo. Se i genitori non sono motivati, è difficile che il figlio apprenda. Devono credere fino in fondo nell'importanza di coltivare le lingue e modificare il registro di insegnamento a seconda dell'età del bambino».

Tra l'altro, secondo uno studio recente, pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States) e condotto dal professor Jacques Mehler insieme ad Agnes Kovacs della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, crescere in una casa in cui si parlano due lingue avvantaggia i bambini. In particolare, vivere a fianco di mamma e papà ad esempio inglese ed italiano o spagnola e tedesco, migliora le loro funzioni esecutive, processi fondamentali per eseguire compiti non solo verbali, ma di gestione e pianificazione di attività e coordinazione delle azioni.

Da anni il professor Mehler, direttore del laboratorio Linguaggio, cognizione e sviluppo della SISSA, studia la plasticità del cervello che permette di imparare due o più idiomi. Nel suo studio ha osservato bambini di 12 mesi - sei bilingue, sei monolingue - impegnati in un compito che richiede il controllo delle funzioni esecutive, ed i risultati dei due gruppi sono stati messi a confronto. I bambini bilingue hanno risposto bene e rapidamente, mentre i loro coetanei monolingue hanno avuto più difficoltà. Il cervello dei bambini bilingue, spiega il professor Mehler «è più duttile, perché più allenato a distinguere fra stimoli provenienti da lingue diverse, senza che queste interferiscano fra di loro».

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